Sfide globali, nazionalismi non al passo con i tempi. Il caso della Germania
MONDO. Tutto congiura perché in Germania le cose non vadano nel verso giusto. Anche l’elezione a presidente della Cdu per Merz è stata una sofferenza.
Non per il risultato che lo vede trionfatore con il 91,7% dei consensi dei delegati ma per dettagli, che passerebbero inosservati se non fossimo nella patria dell’efficienza e dell’ordine. Il voto elettronico doveva segnare il nuovo corso finalmente digitalizzato del partito. Ma è stato un fiasco e si è dovuto tornare alla vecchia scheda infilata dell’urna. I ritardi nella digitalizzazione sono stati messi a nudo. La commissione di esperti incaricata dal governo di indicare le vie di uscita per ritornare alla competitività tecnologica lo conferma nel suo report annuale. E tuttavia si è in ritardo anche nella percezione della portata della nuova rivoluzione tecnologica. Il Paese è troppo occupato con sé stesso per cogliere i pericoli che il mondo anglosassone, dall’alto della sua superiorità nell’Intelligenza Artificiale, intravede dietro l’angolo. La costruzione dei data center richiede una grande quantità di terre rare ma anche di materie prime. Il processo di lavorazione è complicato, lungo e fortemente inquinante. Se per esempio l’Australia, per restare in un Paese di tradizione occidentale, dispone di molte miniere non è detto che riesca a star dietro all’impetuosa domanda di Intelligenza Artificiale.
Nuovo sviluppo digitale
Questo vuol dire che la velocità del nuovo sviluppo digitale genera una domanda mondiale che i processi di estrazione e di trasformazione non riescono a tenere. Il risultato sarà un collo di bottiglia nella fornitura che costringe a scelte. Ed è evidente che in una competizione selvaggia vince il più forte. Gli anglosassoni si preparano perché vedono già gli scenari futuri
Il cancelliere Merz coglie la portata planetaria della sfida e parla nel suo discorso di grandi potenze che si spartiscono il dominio del pianeta.
e la lotta che parte dagli Stati Uniti per accaparrarsi i giacimenti sparsi per il mondo ne è una prova. Ecco, di tutto questo al congresso della Cdu non si è parlato e tuttavia è emersa una consapevolezza. Il cancelliere Merz coglie la portata planetaria della sfida e parla nel suo discorso di grandi potenze che si spartiscono il dominio del pianeta. La diffidenza tedesca verso l’Unione europea diventa tiepida se confrontata con la nuova sfida. La Germania da sola è troppo piccola per competere nel mondo e tuttavia troppo grande per non suscitare timori nel Vecchio continente segnato da due guerre mondiali. Al tempo stesso non vengono meno nell’opinione pubblica tedesca le riserve per quei Paesi che si considerano inaffidabili. Il cancelliere Merz ne tiene conto quando dice di essere contrario agli eurobond. La dirigenza del Paese sa tuttavia di dover cedere il passo alla Realpolitik. Non è un caso che sia proprio il governatore della Bundesbank a farsene interprete. Quella istituzione, un tempo mastino a guardia del tesoro tedesco, è diventato un agnello che non esclude più la necessità di un debito comune europeo.
Il caso della Grecia
E la cosa è talmente avanzata nelle classi dirigenti europee che persino il primo ministro greco osa l’inosabile. Un Paese al quale i media tedeschi avevano detto di vendere le isole dell’Egeo per pagare i propri debito adesso reclama il diritto all’emissione di titoli garantiti dall’Ue. Nella complessa dinamica dell’Unione europea questo vuol dire che gli spazi per i nazionalismi di bandiera si restringono e Paesi come la Francia devono prendere atto che la condivisione è l’unica possibilità di salvarsi in un mondo dove gli istinti primari dettano l’agenda politica.
Per l’Italia l’occasione per giocare un ruolo nella nuova Europa è in via di costituzione. Non ingannino le polemiche fra Meloni e Macron: ad aprile i due leader si troveranno al vertice franco-tedesco. E tutti i progetti di comune collaborazione nella difesa, nella ricerca, nello spazio avranno la priorità sui dissapori personali. È l’emergenza la levatrice della storia.
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