Stato di diritto Un baluardo

Stato di diritto
Un baluardo

Nelle pieghe del documento che ha varato i miliardi del Recovery Fund, c’è una ambiguità da risolvere, riguardante il rispetto dei fondamenti dello Stato di diritto. Il principio è stato ribadito per il futuro e non applicato nell’immediato, per non compromettere l’accordo che era in gioco. Ma la questione è cruciale per due Paesi in particolare: la Polonia (che però nelle recenti presidenziali ha segnato una quasi vittoria del candidato liberale) e l’Ungheria, che ha profittato dell’emergenza sanitaria per stringere ancora di più i limiti della libertà di stampa e allargare la durata al potere di Orban.

La questione è seria. Sbaglia una certa opinione pubblica che sottovaluta l’importanza di violazioni apparentemente minori ai diritti di base, perché si scivola anche così verso le democrature, misto illogico tra democrazia e dittatura, o ossimori come la democrazia illiberale inventata proprio da Orban.

È un problema europeo e mondiale. In Europa sovranismi e populismi sono stati battuti alle elezioni del 2019, e quella vittoria delle forze tradizionali ha posto le basi per il rilancio dell’Europa di oggi, quella del Recovery Fund, del Mes e di altri strumenti di corresponsabilizzazione finanziaria fino a ieri avversati. È diventato davvero arduo, ai confini dell’irrealtà, parlare oggi di no euro e di Italexit.

© RIPRODUZIONE RISERVATA