Vaccinarsi, scelta
di responsabilità

Il tema del vaccino anti Covid-19 è un tema emotivamente carico. Tutti, anche chi ha scelto di vaccinarsi, hanno almeno una piccola dose di timore. Cosa più che comprensibile. Da questo, però, non è giusto pensare che il vaccino sia dannoso o - peggio - che ci sia in atto un esperimento mondiale per modificare il Dna delle persone e privarle delle loro difese immunitarie. Se questi sospetti fossero minimamente fondati uno non farebbe vaccinare sé stesso, i propri genitori o i propri figli. Tutti i dati scientifici a livello mondiale confermano invece l’efficacia e l’affidabilità dei vaccini. Ma oltre i dati c’è una responsabilità condivisa. Il fatto che vogliamo evitare una malattia pericolosa e proteggere noi stessi, i nostri cari e le persone più fragili. Su questo possiamo essere tutti d’accordo, perché ci teniamo alla salute e alla vita.

Vaccinarsi, scelta di responsabilità

Il Covid è una malattia seria, che ha fatto milioni di morti e anche tra noi non c’è chi non ha avuto almeno un parente o amico che ne sia rimasto vittima. Per proteggerci abbiamo a disposizione un’arma in più, oltre al distanziamento, la mascherina e all’igiene delle mani: i vaccini. Un rimedio semplice che ci ha già permesso di toccare con mano i suoi effetti benefici: meno morti, meno contagi, meno persone in terapia intensiva. E soprattutto un ritorno alla quasi normalità che permette alle persone di muoversi, di incontrarsi, di lavorare e ai ragazzi di andare a scuola. Non poco, se pensiamo a come eravamo messi solo un anno fa.

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