Alpini di Rosciano, rubata l’aquila
dal monumento a Ponteranica
IL CASO. L'appello delle penne nere affinché venga restituita: «È un simbolo di memoria, in ricordo dei nostri Caduti».
Il monumento in ricordo dei defunti del gruppo Alpini di Rosciano, frazione di Ponteranica ai piedi del Colle della Maresana, è stato oltraggiato da ignoti. Il recente furto dell’aquila che troneggiava sul manufatto commemorativo è un gesto inqualificabile, perché oltraggioso nei riguardi di quanti hanno sacrificato la propria vita per la patria, nello svolgimento del proprio dovere.
L’appello
«Siamo andati di buon mattino per pulire il monumento, quando abbiamo trovato questa sorpresa – spiega il segretario del gruppo, Bruno Benicchio –. Uno sguardo in alto e l’aquila, che da oltre 50 anni protegge i nostri 12 caduti, in particolare quelli della Prima guerra mondiale e delle guerre successive, non c’era più, sparita. Soltanto il basamento in granito, con inserite ancora le zampe dell’aquila, che è stata strappata dal suo piedistallo. Chi ha compiuto questo gesto non era da solo, perché l’aquila, anche se piccola, era tutta piena e pesante. Era stato mio zio a proporre di installarla, qualche anno dopo l’inaugurazione del monumento, che risale al 1969, sostituendo una precedente aquila in pietra. Ci teniamo molto al nostro monumento. È un segno tangibile della storia della nostra comunità, una cosiddetta “pietra della memoria”, che curiamo periodicamente». Un’idea di chi potrebbero essere gli autori del furto gli Alpini ce l’hanno. «Nella zona, proprio vicino al monumento, spesso stazionano dei ragazzotti, magari qualcuno ha voluto fare una bravata - prosegue Benicchio -. Nostro obiettivo è cercare di ritrovarla: lanciamo un appello, affinchè gli autori del gesto si ravvedano e ci riportino la nostra aquila».
«Simbolo carico di significato»
Vicinanza alle penne nere è stata espressa dal sindaco Susanna Pini: «Esprimo profondo sdegno e disappunto per il furto dell’aquila. Non si tratta di un semplice oggetto sottratto, ma di un simbolo carico di significato, che racchiude storia, memoria e rispetto per chi ha servito la patria e per chi non è più tornato. Colpire quel simbolo significa ferire l’identità stessa del nostro territorio. Confido che venga fatta chiarezza al più presto, ritengo che questo gesto vada condannato da tutta la comunità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA