Aprì scuole per far studiare i poveri gratis: Madre Maria Ignazia Isacchi sarà Beata

IN VATICANO. Papa Leone XIV ha autorizzato l’atto solenne. La suora bergamasca fondò la Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Asola. La gioia del parroco: «La sua luce non si è mai spenta».

Città del Vaticano

Fanno parte della schiera dei santi sociali, persone che hanno speso la vita accanto ai poveri. Papa Leone giovedì mattina 22 gennaio ha autorizzato la promulgazione di sette decreti della Congregazione delle Cause dei Santi e così la Chiesa avrà due nuovi beati, un frate francescano ucciso in Guatemala nel 1983 per il suo impegno a fianco dei poveri e suor Maria Ignazia Isacchi, bergamasca nata a Stezzano nel 1857, che, non senza qualche travaglio, fondò una Congregazione religiosa, nota poi come le suore di Asola nel mantovano, e aprì scuole dove i poveri studiavano gratis, un orfanotrofio, organizzava l’assistenza agli ammalati negli ospedali e domicilio, oltre che scuole serali e festive per le operaie.

La sua eredità spirituale e materiale oggi è una memoria che resiste in molte scuole per l’infanzia parrocchiali nella Bergamasca tra cui quella di Grassobbio, che compie 102 anni, gestita da tre suore di Madre Ignazia, tra cui due provenienti dal Burundi

La sua eredità spirituale e materiale oggi è una memoria che resiste in molte scuole per l’infanzia parrocchiali nella Bergamasca tra cui quella di Grassobbio, che compie 102 anni, gestita da tre suore di Madre Ignazia, tra cui due provenienti dal Burundi.
Il parroco don Domenico Epis al telefono sprizza di gioia: «Dal 1924 educa bambini, una luce che non si è mai spenta. Oggi è frequentata da 197 piccoli alunni, segno anche di integrazione». L’altra scuola delle suore di Madre Ignazia, Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, si trova a Solza e il parroco don Cristian Belotti sottolinea la riconoscenza alla nuova beata da parte di tutta la comunità parrocchiale: «La testimonianza e il servizio delle suore è stata negli anni occasione di riflessione sull’educazione anche sul senso missionario della Chiesa, che la notizia della beatificazione rilancerà e rinnoverà».

A Stezzano la casa dove è nata è proprio accanto alla chiesa parrocchiale e il parroco don Cesare Micheletti osserva che la beatificazione sarà l’occasione per conoscere meglio la figura di suor Ignazia: «È un onore per l’intera comunità, ma dobbiamo riscoprire la figura di questa donna che non si fermò mai neppure davanti a difficoltà poste dalla Chiesa e riuscì nell’impresa di fondare una Congregazione vicina soprattutto alle donne».

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