Aurora Spinelli, un sogno a passo di danza da Petosino fino alle Olimpiadi

LA STORIA. Vent’anni, di Petosino, allieva dell’Accademia del Teatro alla Scala, Aurora Spinelli ha danzato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi accanto ad Antonella Albano e Claudio Coviello: la storia di talento, sacrifici e sogni diventati realtà.

Ci sono momenti in cui la vita sembra fermarsi, sospesa in un unico, perfetto istante di bellezza. Per Aurora Spinelli, 20 anni, quel momento è arrivato pochi giorni fa, sotto le luci accecanti della ribalta mondiale, durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Mentre danzava sulle note di una coreografia ispirata all’arte di Canova, tra i grandi nomi del balletto come Antonella Albano e Claudio Coviello, Aurora non era solo una talentuosa allieva dell’Accademia del Teatro alla Scala: era la prova vivente che i sogni, se nutriti con una

costanza incrollabile, possono superare ogni confine. La storia di Aurora non inizia su un palco prestigioso, ma tra le mura di casa di Petosino, dove, a soli 4 anni la mamma Roberta Bonzi gli trasmette la passione per la danza iscrivendola alla scuola Attitude. «Inizialmente, la danza era solo un modo per stare insieme alle amiche dell’asilo - racconta - ma poi dentro di me si è accesa una scintilla diversa: è bastato vedere Il Lago dei Cigni e Giselle, per trasformare quel gioco in qualcosa di più! Mi sono detta “Questo è quello che voglio fare nella vita”».

Da quel momento, il suo sguardo non si è più staccato dal traguardo. La vera misura dell’intraprendenza di Aurora si rivela però nel 2016, quando il percorso amatoriale non le basta più. Dopo gli anni trascorsi alla scuola Etude, arriva la decisione che cambia tutto: a soli quindici anni, Aurora sceglie di lasciare la sua famiglia e la sua casa e trasferirsi da sola a Castelfranco Veneto, per frequentare una scuola ad avviamento professionale. Mentre i suoi coetanei affrontano le prime incertezze dell’adolescenza, lei impara a gestire la solitudine e la responsabilità di una vita autonoma, mossa dalla speranza di trovare un posto in una compagnia. «È stato un percorso fatto di sacrifici silenziosi: compleanni lontani da casa, eventi familiari perduti e uno stile di vita rigoroso, fatto di disciplina e allenamenti». Eppure, nonostante la nostalgia e i momenti di difficoltà in cui ha pensato di mollare, la sua risposta è sempre stata la stessa: «Era quello che volevo fare».

La magia delle Olimpiadi

Il mondo della danza, ammette Aurora con onestà, è un ambiente estremamente competitivo dove bisogna “tirare fuori le unghie” per difendere il proprio spazio. Ma è proprio in questa sfida quotidiana che la sua costanza è stata premiata. Dopo essersi diplomata a giugno 2025, è approdata al corso di perfezionamento dell’Accademia del Teatro alla Scala, un traguardo che le ha aperto le porte dell’evento in mondovisione delle Olimpiadi. Davanti a milioni di spettatori, Aurora ha saputo unire la freddezza della professionista all’emozione profonda della «sé stessa piccola», quella bambina che sognava davanti ai video su YouTube e che oggi può dirsi orgogliosa della donna che è diventata. Con gli occhi ancora lucidi per la magia olimpica, Aurora non si ferma. Ad attenderla ci sono le audizioni, la ricerca di un contratto e quel sogno mai mutato: entrare stabilmente nel corpo di ballo della Scala, il teatro che l’ha fatta innamorare della danza. Il suo messaggio alle ragazze che hanno paura di inseguire i propri desideri è un manifesto di resilienza: «Non seguite quello che dicono gli altri e seguite i vostri sogni, nonostante tutto». Perché, come recita il mantra che si ripete nei momenti bui, «in qualche modo ce la si fa sempre». E Aurora Spinelli, con la sua grazia e la sua forza, ce l’ha fatta davvero.

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