Cronaca / Hinterland
Domenica 04 Gennaio 2026
«Ciao Emanuele, la tua vita è stata un dono»
IL LUTTO. Mancato a 22 anni, sin da piccolo lottava contro una grave malattia. Il padre: «Non si lamentava mai e ha sempre conservato il suo sorriso». I funerali lunedì a Seriate.
«Nostro figlio è stato un combattente, che ha sempre lottato per la vita. Nonostante le difficoltà, ha affrontato tutto con estrema calma e serenità, sempre con il sorriso e senza lamentarsi mai». Giampietro e Lorena sono i genitori di Emanuele Castioni, di Seriate, mancato per malattia venerdì 2 gennaio all’età di 22 anni, e lo ricordano con grande amore e orgoglio. Alla camera ardente, allestita alla Casa del Commiato Vavassori bianca di Seriate (via Nazionale 22/D), per tutta la giornata di ieri sono state moltissime le persone che hanno portato l’ultimo saluto a Emanuele. «Era conosciuto e amato da tantissime persone», dicono commossi i genitori.
Chi era Emanuele Castioni
Emanuele è sempre stato un piccolo grande uomo: a soli 22 mesi gli era stato diagnosticato un raro tumore cerebrale e l’aspettativa di vita purtroppo era molto bassa ma lui, nonostante avesse affrontato 4 recidive, che si presentavano puntuali ogni 5 anni, è sempre rimasto
legato con tutte le sue forze alla vita, godendo e assaporando con profondità ogni singolo momento, senza mai lasciarsi abbattere. «Ha sofferto - precisa il padre - ma ha sempre affrontato tutto con una serenità a tratti disarmante ed è stata proprio questa la Grazia che ci ha donato il Signore per andare avanti ed affrontare anche noi questi duri passaggi». Una positività che può essere d’esempio per altre persone che si trovano ad affrontare momenti difficili nella loro vita. «Lui potrebbe essere sicuramente da stimolo - evidenziano i genitori - per chi è malato, a non mollare mai e ad affrontare tutto con la serenità che lo ha sempre accompagnato». Emanuele, nonostante i dolori derivanti anche dalle cure, non si lamentava mai. «Quando gli faceva male qualcosa - racconta papà Giampietro - non diceva: “mi fa male”, ma semplicemente “amen” e questo suo atteggiamento spiazzava tutti quanti».
Ha vissuto la sua vita profondamente, senza mai trascurare le sue passioni: «Era molto legato al dovere - precisa papà Giampietro - e aveva una grande passione per le forze dell’ordine: infatti, a casa aveva la collezione di tutti i cappelli delle forze dell’ordine, tra cui Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Vigili del fuoco e aveva anche partecipato al progetto “ Ragazzi On The Road” (format educativo per studenti dai 16 ai 20 anni per una maggiore consapevolezza dei rischi e della gestione delle emergenze, ndr)».
La scuola e il sogno della Polizia Locale
Emanuele aveva frequentato le scuole primaria e secondaria di primo grado al centro scolastico «La Traccia» di Calcinate, per poi iscriversi alle superiori all’«Efp Sacra Famiglia» di Seriate, istituto professionale che aveva frequentato per 5 anni. «A scuola - ricordano i genitori - era stato anche da stimolo per alcuni ragazzi con disagi comportamentali che, vedendo le difficoltà di nostro figlio, riuscivano alla fine a far emergere le loro qualità. Nonostante fosse malato, è stato quindi d’aiuto per molto suoi compagni e questa è una cosa stupenda».
Ed è stato proprio durante il periodo dell’adolescenza che Emanuele è anche riuscito ad avvicinarsi alla sua grande passione: «Ha svolto l’alternanza scuola-lavoro proprio alla polizia locale di Scanzorosciate: stava in ufficio ed era addetto alla spedizione delle multe. Era orgoglioso del lavoro che aveva potuto svolgere».
Anche dopo gli studi Emanuele ha voluto mostrare che la malattia non lo avrebbe fermato e che, nonostante le difficoltà, poteva godersi la vita a modo suo, senza mai mollare: «Nostro figlio da maggiorenne - precisano i genitori - ha anche partecipato ad un laboratorio creativo delle Officine Tantemani (progetto della Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo che utilizza la creatività come strumento di costruzione di competenze e relazioni, ndr)».
Oltre ai genitori, lascia il fratello Daniele di 21 anni, a cui era molto legato e che gli è stato sempre vicino. Molto credente, come tutta la famiglia, Emanuele qualche anno fa era stato a Lourdes e aveva anche incontrato Papa Francesco nella Sala Nervi del Vaticano con il gruppo «Amici della gioia». «Emanuele aveva regalato al Papa un quadro fatto da lui stesso rappresentante la “Sacra Famiglia” e ne era rimasto molto contento».
I funerali saranno celebrati lunedì alle 14.30 nella chiesa parrocchiale di Seriate. Toccanti le parole di un’amica di famiglia, in un messaggio ai genitori di Emanuele: «Il vostro dolore è grande, ma sono sicura che anche la certezza che Emanuele è abbracciato al Suo Gesù, è altrettanto grande. Manu mi ha insegnato a non lamentarmi, ad essere grata ,come lui, di ogni piccola cosa. Mi ha fatto riconoscere il valore di ogni persona e di ogni piccolo gesto. È stato per me, ma penso anche per chi l’ha conosciuto, una luce che ha sempre brillato in ogni situazione. Ci ha indicato la via per essere felici, e lui lo era veramente. Era sempre grato di tutti e di tutto perché sapeva che tutto è un dono».
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