Ciclabile a ostacoli lungo la Briantea a Curno: «Presto dei correttivi»

LA SEGNALAZIONE. Tanti dissuasori, i ciclisti preferiscono la strada Aribi: «La pista scoraggia l’uso della bici e aumenta i rischi». Il Comune: «A breve verranno posati paletti meno invasivi».

In teoria la pista ciclopedonale lungo la Briantea, a Curno, dovrebbe incoraggiare la mobilità dolce tra Bergamo e l’hinterland. Ma nella pratica, fra dissuasori e interruzioni in prossimità dei passi carrabili, ottiene l’effetto opposto spingendo i ciclisti a preferire la percorrenza sulla trafficata strada.

Inaugurato di recente, il tracciato si sviluppa sul lato opposto all’Esselunga, per circa 400 metri fino alle Crocette, e secondo l’Associazione per il rilancio della bicicletta (Aribi) è un vero «percorso a ostacoli». La critica all’opera, formulata dalla presidente di Aribi, Claudia Ratti, tiene conto di diverse segnalazioni arrivate nell’ultimo periodo dagli utenti che lamentano che «la presenza dei ferri a U sulla pista impedisce il passaggio delle biciclette e costringe i ciclisti a proseguire a piedi o addirittura li invoglia a pedalare sulla strada».

«Una ciclabile non può essere una corsa ad ostacoli, non può costringere a continue interruzioni, deviazioni, rallentamenti che scoraggiano l’uso quotidiano e aumentano il rischi - spiega Ratti -. Quando si costruiscono delle ciclopedonali devono essere per prima cosa inclusive. Si progetta per rendere davvero la bici una valida alternativa all’auto: comoda, sicura e continua. Mentre la pista così è inagibile». Lo spirito dell’associazione rimane però propositivo: «Esistono soluzioni praticabili, già adottate altrove. In molte realtà si sceglie di non interrompere fisicamente la continuità della ciclabile a ogni passo carrabile o affaccio, utilizzando cartelli ben visibili, ad esempio con la scritta “Fine pista ciclabile”».

La replica del Comune di Curno

Il Comune di Curno e il sindaco Andrea Saccogna - durante il cui mandato è stato realizzato il primo tratto della pista tra l’incrocio delle Crocette e l’Esselunga come onere di urbanizzazione all’interno di un’operazione immobiliare - sono consapevoli del disagio. «Ne siamo coscienti - spiega il primo cittadino -. Quando è stata costruita la pista sono stati posizionati archetti molto stretti per evitare incidenti, vista la presenza dei passi carrabili in corrispondenza delle tante attività commerciali presenti lungo la Briantea, visto il conseguente intenso traffico veicolare. Gli archetti tuttavia sono scomodi per i ciclisti ed è quasi impossibile non scendere dalla bici, facendo perdere d’efficacia il percorso».

Il sindaco annuncia a breve dei correttivi

«Abbiamo approvato il progetto esecutivo per il completamento della pista con il secondo tratto tra l’Esselunga e Longuelo. Approfitteremo dell’avvio dei lavori per sostituire gli archetti con paletti, meno invasivi, oppure distanziandoli maggiormente. Vogliamo garantire un maggior equilibrio, favorendo la mobilità dolce e dando la possibilità ai ciclisti di pedalare in sicurezza senza però doversi fermare. Ora la palla passa all’operatore privato, i lavori verranno eseguiti quest’anno. Come per il primo lotto, si tratta di un onere di urbanizzazione. Con questi interventi senza costi per il Comune dimostriamo l’attenzione alla mobilità dolce, potenziando i collegamenti ciclopedonali tra Curno, Bergamo e l’ospedale in sicurezza rispetto ad una strada come la Briantea molto trafficata».

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