Faida trapper: Simba La Rue resta in cella, disposta perizia medica

L’inchiesta Resta in carcere Simba La Rue, al secolo Mohamed Lamine Saida, il rapper di 20 anni, accoltellato lo scorso giugno a Treviolo, arrestato nell’ambito dell’inchiesta su una presunta «faida» tra due gruppi rivali di trapper. Disposta consulenza medica per stabilire la compatibilità con il carcere: il giovane in seguito all’accoltellamento è stato sottoposto a un intervento neurochirurgico e rischia di avere danni permanenti a una gamba.

Faida trapper: Simba La Rue resta in cella, disposta perizia medica
Simba La Rue in una foto del suo profilo Instagram

Resta in carcere Simba La Rue, al secolo Mohamed Lamine Saida, il rapper di 20 anni arrestato con altri tre giovani nell’ambito dell’inchiesta del pm di Milano Francesca Crupi su una presunta «faida» tra due gruppi rivali di trapper. Per il gip Guido Salvini, che ha rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare, il suo racconto sul sequestro del rapper rivale Baby Touché, non è «credibile». Per il giudice, secondo quando emerge nella sua ordinanza, è infatti «improbabile» che si sia trattato di una operazione mediatica, per catturare like e followers sui social, concordata tra i due. Il gip Salvini ha invece accolto la richiesta dei domiciliari per C. M., manager di Simba noto con il nome di «Malippa». Avrebbe avuto «un ruolo certamente minore» nella vicenda, si legge nell’ordinanza, e «ha riferito di aver visto le violenze usate contro Baby Touchè», oltre ad avere spiegato «in modo convincente di essersi opposto a quanto stava succedendo e cercato di convincere anche Saida a risolvere in altro modo i loro problemi».

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