Infarto al calcetto, salvato dalla farmacista col defibrillatore

LA STORIA. Gaetano Russo, 48 anni, di Stezzano, si è sentito male: soccorso con il defibrillatore dalla farmacista Vittoria Purpura che era lì con la figlia.

«A essere sincero non ricordo assolutamente nulla di quei momenti: mia moglie mi ha poi detto che le ho anche scritto un messaggio dicendole che stavo male, ma io non ne ho memoria. Mi sono svegliato in un letto d’ospedale, erano le 11 di venerdì mattina e mi sono chiesto: ma cosa ci faccio qui? Poi mi hanno raccontato e ho saputo che sono qui, nel senso però di vivo, grazie all’intervento di questa persona che io non conosco ma che sarà la prima che andrò a ringraziare di persona appena sarò dimesso».

L’intervento della farmacista

Il racconto dal suo letto dell’ospedale di Seriate è quello di Gaetano Russo, 48 anni, di Stezzano, metalmeccanico ad Albino. E la persona che vuole ringraziare è la sua coetanea Vittoria Purpura, dal 2018 co-titolare con una socia della «Nuova Farmacia Grumellina» a Bergamo. Nella serata di giovedì 26 febbraio Russo stava giocando con gli amici a calcetto al centro sportivo di Gorle, quando si è accasciato a terra in arresto cardiaco: gli amici iniziano a cercare il defibrillatore e vengono visti dalla figlia quattordicenne della dottoressa Purpura, che è nella stessa struttura sportiva perché la ragazza fa parte della locale squadra di pallavolo e la mamma sta sistemando una rete per una partita.

«Una casualità assoluta: solitamente la squadra di mia figlia non si allena lì ma alla palestra delle medie e mai di giovedì – racconta Purpura –: diciamo quindi che le cose dovevano andare così e sono andate così. Mi sono semplicemente sentita un anello di una catena formata da tante persone e che ha funzionato»

«Una casualità assoluta: solitamente la squadra di mia figlia non si allena lì ma alla palestra delle medie e mai di giovedì – racconta Purpura –: diciamo quindi che le cose dovevano andare così e sono andate così. Mi sono semplicemente sentita un anello di una catena formata da tante persone e che ha funzionato. Mia figlia ha visto gli amici del signore che si era sentito male, mi ha cercato, io sono arrivata e con il defibrillatore ho dato la prima scossa. Poco dopo ho sentito le sirene dell’ambulanza: era arrivata la cavalleria». Anche dopo l’arrivo del personale sanitario con l’automedica da Seriate, Russo ha avuto un’altra crisi cardiaca, ma è stato ripreso grazie a un secondo uso del defibrillatore: intubato e trasferito al Bolognini, è stato subito operato (gli è stato installato uno stent) e a breve inizierà un piccolo periodo di riabilitazione per tornare poi alla sua vita. «Ci sono un po’ rimasto perché non me l’aspettavo proprio – racconta in ospedale –: ho un fisico asciutto, faccio sport, non bevo né fumo. Mai mi sarei aspettato di avere un infarto. Giovedì mi faceva male la spalla, ma non so neppure se c’entrasse o meno con quanto accaduto. Qui i medici dicono che sono un miracolato». E il «miracolo» del suo salvataggio è passato proprio attraverso le mani della dottoressa Purpura, che vive proprio a Gorle e che dal 2013 è anche volontaria del Comitato di Bergamo della Croce Rossa: «Quanto accaduto è frutto di una serie di coincidenze fortuite, che hanno portato al salvataggio di questo signore», sottolinea.

«Non ricordo nulla: grazie a chi devo la vita»

«Il PalaGorle lo frequento spesso con gli amici: il giovedì sera, ma anche il lunedì, per il calcetto – spiega Russo –. Tra l’altro a mia moglie i medici avevano detto che mi avrebbero tenuto sedato per 24/48 ore, mentre alle 11 della mattina dopo ero già sveglio. E, appunto, senza ricordare nulla degli istanti in cui sono stato salvato, dal malore in poi: mi hanno detto che a un certo punto mi sono anche ripreso e volevo alzarmi. Di certo se sono qui è grazie a questa dottoressa, cui devo la vita. Grazie di vero cuore».

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