Orio, i sindaci chiedono la tassa sul rumore. All’aeroporto l’elenco dei voli notturni

IL CONFRONTO. L’imposta regionale (Iresa) vale oltre 3 milioni di euro. «Scriveremo ai consiglieri». Colletta: «Numeri ancora significativi». Carnevali: «Avanti con gli aerei meno inquinanti».

Si è chiuso con due richieste che prendono direzioni distinte - una rivolta alla Regione Lombardia, l’altra a Sacbo - il primo incontro, dopo circa un anno e mezzo, dei sindaci dei Comuni aeroportuali. Da un lato la sollecitazione alla Giunta Fontana perché introduca l’Iresa, l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, un tributo che i vettori pagano per ogni volo e che serve a compensare i territori esposti al rumore, già adottato in diverse regioni italiane ma non ancora in Lombardia. Dall’altro la richiesta alla società di gestione dell’aeroporto di fornire l’elenco dei voli notturni schedulati, così da poter affrontare in modo più preciso e condiviso il tema del rumore nelle ore di riposo. Un’occasione, la prima riunione del Tavolo dal 2024, per tornare a fare il punto sullo sviluppo del Caravaggio e sul suo impatto quotidiano sui Comuni che lo circondano.

Al centro la questione del rumore notturno

Il Tavolo, convocato dal sindaco Alessandro Colletta nella sala consiliare di Orio al Serio, ha riunito una quindicina di Comuni (assente solo Grumello) e ha segnato la ripartenza di un confronto rimasto sospeso per lungo tempo. «Una seduta interlocutoria», l’ha definita Colletta, che ha però riportato al centro la questione del rumore notturno e l’applicazione dell’imposta regionale, che potrebbe valere ai Comuni oltre 3 milioni di euro l’anno.

Quasi 17 milioni di passeggeri

«Il 2025 ha confermato il Caravaggio come terzo aeroporto d’Italia, con quasi 17 milioni di passeggeri, pur registrando un lieve calo dei voli – ha detto Colletta –. Ma il nodo principale resta quello dell’impatto acustico: la zonizzazione approvata a fine 2024 impone limiti precisi e siamo ancora su valori che in alcuni casi vanno oltre ciò che prevede la zonizzazione».

Oggi, secondo FlightRadar24, si registrano in media 20 movimenti notturni tra atterraggi e decolli: un numero in calo rispetto al passato, ma ancora significativo

Per affrontare il problema, i sindaci chiederanno a Sacbo un quadro completo dei movimenti nelle ore di riposo, «per capire quali sono quelli in deroga, quelli in ritardo e quelli schedulati – ha aggiunto Colletta – perché sono informazioni che non abbiamo. L’obiettivo è capire quali margini esistano per valutazioni che possano portare a una riduzione dei movimenti». Oggi, secondo FlightRadar24, si registrano in media 20 movimenti notturni tra atterraggi e decolli: un numero in calo rispetto al passato, ma ancora significativo. Il lavoro si intreccia con l’indagine epidemiologica in corso, che sta raccogliendo questionari sulla qualità della vita dei residenti nelle aree più impattate, in attesa dei primi dati anche su questo fronte.

L’invito che si rivolge a Sacbo è verificare ulteriori miglioramenti soprattutto per ridurre l’impatto acustico notturno. Anche l’introduzione di aeromobili nuovi più moderni e meno rumorosi è un obiettivo su cui chiediamo di continuare a perseguire

Accanto al tema del rumore, il Tavolo ha affrontato la questione dell’Iresa. «La riunione è stata un’occasione di confronto sulle tematiche che riguardano l’infrastruttura aeroportuale e la richiesta dell’introduzione della imposta regionale emissioni sonore aeromobili», ha detto la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, riconoscendo i progressi compiuti: «La riunione ha apprezzato lo sforzo della riduzione dei voli notturni realizzata in particolare nell’ultimo anno. L’invito che si rivolge a Sacbo è verificare ulteriori miglioramenti soprattutto per ridurre l’impatto acustico notturno. Anche l’introduzione di aeromobili nuovi più moderni e meno rumorosi è un obiettivo su cui chiediamo di continuare a perseguire. Ho ricordato l’importanza dell’attuazione del piano di zonizzazione, per noi è uno strumento guida che continuiamo a monitorare». Carnevali ha poi richiamato l’attenzione sulla mancanza di risposte da parte della Regione: «Dopo l’incontro con l’assessore al bilancio di Regione Lombardia Marco Alparone con il sindaco Colletta ora ci aspettiamo una risposta – fino ad ora non pervenuta – di fronte a un’ulteriore richiesta che tutti i presenti hanno sottoscritto».

La lettera alla Regione

L’imposta si tradurrebbe in un costo di circa 20-30 centesimi per passeggero e garantirebbe al territorio risorse stimate, come detto, in 3 milioni di euro l’anno

L’Iresa è un’imposta già attiva in Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Campania, ma non ancora in Lombardia. I sindaci hanno approvato un documento da inviare ai rappresentanti regionali bergamaschi per chiederne l’introduzione: una tassa pagata dai vettori per singolo volo, che si tradurrebbe in un costo di circa 20-30 centesimi per passeggero e garantirebbe al territorio risorse stimate, come detto, in 3 milioni di euro l’anno. Fondi che andrebbero anche ai Comuni che non ospitano l’infrastruttura ma subiscono comunque l’impatto acustico. «Non si capisce il motivo per cui non viene adottata».

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