Truffa segnalata da altri anziani: i carabinieri arrestano un 19enne a Azzano

IL FERMO. Pensionati contattati al telefono da falsi militari, non cascano nel raggiro e danno l’allarme. Il giovane aveva rubato 6.000 euro a un 82enne.

È il sesto truffatore di anziani che in Bergamasca cade nella rete dei carabinieri dall’inizio di aprile. Si tratta di un altro «galoppino», spedito dalla rete di telefonisti a ritirare gioielli e denaro a casa della vittima.

Lo hanno arrestato i militari della sezione operativa del Nucleo operativo radiomobile (Norm) di Bergamo venerdì dopo pranzo ad Azzano San Paolo. Il giovane, di 19 anni, di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, aveva appena riscosso da un pensionato di 82 anni 6.000 euro, dopo che al telefono fisso di casa l’anziano si era sentito dire da un fantomatico maresciallo che la targa della sua auto risultava coinvolta in una rapina e che di lì a poco sarebbe passato un carabiniere in borghese per accertare che soldi e gioielli detenuti in abitazione non fossero provento del reato.

La segnalazione di altri anziani

Determinante si è rivelato il senso civico di altri anziani di Azzano San Paolo, che avevano ricevuto la stessa telefonata e, annusando la truffa, avevano riattaccato. Non si sono però limitati a tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato. Hanno subito rialzato la cornetta per dare l’allarme al 112. Alla centrale operativa sono giunte due, tre chiamate dello stesso tenore in un breve spazio di tempo, sufficienti ai militari per capire che in quella zona era all’opera la banda dei finti carabinieri. Così, un paio di pattuglie in borghese hanno cominciato a perlustrare le vie del paese.

Fino a che i veri militari non si sono imbattuti nel 19enne., che è risultato sospetto. Il giovane non aveva ancora colpito. I veri carabinieri lo hanno visto entrare in casa dell’82enne e poi uscire dopo pochi minuti. Lo hanno seguito. Lui è entrato in un bar a 200 metri dall’abitazione della vittima e si è chiuso in bagno. A questo punto i militari sono entrati in azione e l’hanno bloccato. Oltre ai 6.000 euro sottratti all’anziano, aveva con sé altri 2.000 euro. Che il 19enne ha giustificato come provvista per le spese di viaggio che gli organizzatori della truffa gli avevano affidato. I carabinieri sospettano invece che sia denaro sparito ad altre vittime ed è per questo che stanno compiendo accertamenti.

«Sono rimasto senza lavoro, un tipo conosciuto in una piazzetta di Secondigliano mi ha chiesto se volevo guadagnare 500 euro venendo a Bergamo a ritirare soldi e gioielli. Sono partito col treno da Napoli alle 5 del mattino», ha raccontato il giovane, incensurato. Per lui la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari, mentre il difensore Roberto Giannì il divieto di dimora in Bergamasca. Il giudice Alberto Longobardi, dopo aver convalidato l’arresto e scarcerato il giovane, ha optato per l’obbligo di dimora a Sant’Antimo.

Gli stessi carabinieri della sezione operativa del Norm di Bergamo, lo scorso 1° aprile, nel giro di 10 minuti l’uno dall’altro, avevano arrestato due campani arrivati per truffare due anziane di Curno e Lallio. Il 10 aprile un 35enne di Napoli era finito in manette a Mapello dopo aver portato via a una 73enne 13mila euro tra gioielli e denaro. Un 38enne di Torre del Greco e un 19enne di Frosinone erano stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri di Brescia dopo che a fine marzo avevano indotto un artigiano 73enne di Azzano San Paolo a spostare sul loro conto corrente 40mila euro.

Come? Presentandosi come carabinieri e avvertendo che sui conti della vittima erano stati segnalati dei tentativi di accesso fraudolenti. «Se vuole mettere al sicuro i suoi risparmi, faccia un bonifico e li trasferisca su questo conto – avevano spiegato –. Ma, mi raccomando, non avverta la sua banca, perché è proprio all’interno dell’istituto che agisce la “talpa”». La Procura di Brescia era riuscita a bloccare il conto dei truffatori e a recuperare la somma.

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