(Foto di Ansa)
LA SITUAZIONE. L’organizzazione umanitaria bergamasca è attiva nel Paese dal 1999, e e continua il suo lavoro nonostante l’instabilità delle ultime ore.
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Caracas
La crisi in Venezuela colpisce duramente la popolazione civile, già provata da anni di difficoltà economiche, migrazione forzata e accesso limitato ai servizi essenziali. Milioni di persone vivono in condizioni di grave vulnerabilità, soprattutto donne, bambini e adolescenti, esposti a violenze, sfruttamento e gravi rischi di protezione.
«Possiamo confermare che tutto il personale locale di Cesvi sta bene ed è al sicuro e che, nonostante la confusione, le attività proseguono», dichiara Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi. L’organizzazione continua a operare nel rispetto dei principi umanitari, chiedendo la tutela dei diritti fondamentali e il rispetto del diritto internazionale.
Presente negli Stati di Falcón, Zulia e Amazonas, Cesvi ha raggiunto nell’ultimo anno oltre 13.000 persone. Gli interventi si concentrano sulla prevenzione e risposta alla violenza di genere, sulla protezione dell’infanzia – in particolare dei minori separati o lasciati indietro – e sul contrasto alla tratta di esseri umani, attraverso supporto psicosociale, assistenza legale e rafforzamento delle comunità locali.
«È fondamentale mantenere alta l’attenzione sul Venezuela e garantire spazio umanitario e accesso sicuro agli aiuti», conclude Piziali. «Cesvi continuerà a fare la propria parte, al fianco delle comunità più colpite».
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