Badr non ce l’ha fatta: dolore per il 16enne di Cividate morto dopo un tuffo nel lago di Garda
IL LUTTO. Il sedicenne annegato nel lago di Garda, durante una gita a Desenzano con alcuni amici. Si è spento in ospedale a Brescia. La famiglia chiusa nel dolore, la solidarietà della comunità tunisina.
Non ce l’ha fatta Badr Ouajil, il sedicenne di Cividate al Piano che sabato, nel tardo pomeriggio, si è tuffato nelle acque del lago di Garda per poi non riemergere. È rimasto sott’acqua circa 40 minuti prima di essere recuperato sul fondale dalla Guardia Costiera. Ricoverato agli Spedali civili di Brescia, ha lottato fra la vita e la morte per diverse ore. L’ufficialità del decesso è purtroppo arrivata domenica pomeriggio, intorno alle 16. Le condizioni del ragazzo, dopo l’incidente in acqua, erano apparse subito disperate. Ma più passava il tempo più i famigliari e gli amici speravano in una miracolosa ripresa: Badr è stato sottoposto anche a un trattamento di circolazione extracorporea che però, alla fine, non ha ottenuto il risultato sperato.
La notizia dell’accaduto già sabato sera si era diffusa in paese e domenica mattina sono state tantissime le persone della comunità tunisina del territorio, ma anche italiane, che si sono radunate nel giardino del condominio in via Gramsci, quartiere di case popolari del paese, dove Badr abitava con la famiglia: il padre e la madre, un fratello maggiore ventenne e la sorellina di 12 anni.
La famiglia sconvolta dal dolore
Sconvolti dal dolore e arrabbiati per quanto accaduto, nessuno se l’è sentita di parlare. Il fratello però, ha voluto affidare il suo pensiero a un post su Instagram, invitando tutti gli amici del fratello a vivere la propria vita al meglio: «Il consiglio che vi dò è quello di pensare al vostro futuro e alla vostra famiglia».
Badr Ouajil frequentava una scuola professionale a Chiari, nel Bresciano. Fino a due anni fa aveva militato per alcune stagioni nella società di calcio del paese, il Cividate-Pontoglio. Domenica la presidente Daniela Ferrari ha voluto ricordarlo: «La nostra società è vicina alla sua famiglia e al suo dolore – ha detto –. Sono sempre di più i ragazzi di origine straniera che militano nelle nostre squadre giovanili e che dimostrano come ormai si siano integrati nel nostro tessuto sociale».
Lasciato il calcio, il sedicenne divideva il suo tempo fra la scuola, la famiglia e il gruppo di amici. Ed è proprio con alcuni di loro che sabato si era recato a Desenzano per trascorrere una giornata in riva al lago. Stando alle prime ricostruzioni, nel tardo pomeriggio ha deciso di tuffarsi da un pedalò preso a noleggio con il quale, insieme ad altri, si era allontanato di alcune decine di metri dalla riva, restando comunque all’interno della zona di sicurezza delimitata dalle boe. Da quel tuffo, però, non è più riuscito a riemergere.
I soccorsi
In suo soccorso si sono subito gettati in acqua alcuni amici che, per circa 20 minuti, si sono immersi nel tentativo di individuarlo. Sul posto è arrivata nel frattempo la Guardia Costiera, il cui personale ha impiegato circa altri 20 minuti per recuperarlo. A questo punto il corpo esanime del sedicenne, sotto gli occhi sconvolti degli amici, è stato portato all’imbarcadero dove i soccorritori lo hanno sottoposto, per più di un’ora, alle necessarie manovre di rianimazione. Infine è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva degli Spedali Civili di Brescia.
È stato un conoscente ad avvisare i famigliari, che sono subito accorsi sul posto. La tragedia è stata seguita da vicino anche dall’amministrazione comunale: «Quanto accaduto ha colpito tutta la nostra comunità – dice il sindaco Gianni Forlani – esprimiamo la nostra vicinanza alla sua famiglia». Su quando la salma di Badr Ouajil farà ritorno a casa e su tempi e modalità della cerimonia funebre non si hanno ancora informazioni.
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