Dal marketing a nuoto e triathlon. Martina fra podi e mercati globali
LA STORIA. Martina Visini, a 33 anni da Clusone alla Spagna. Una carriera internazionale, unita alla passione sportiva che l’ha portata a vincere titoli nazionali nel nuoto.
Ci sono viaggi che non sono solo movimenti nello spazio, ma atti di traduzione. Di mondi, di sguardi, di anime. E ci sono persone che, pur partendo da una terra di radici forti come la nostra, si fanno interpreti di questo viaggio. Martina Visini, 33 anni, nata a Clusone e cresciuta tra le montagne di Villa d’Ogna, è una di queste. Non è fuggita, non ha tagliato i ponti. Ha semplicemente costruito un ponte nuovo, una rampa che l’ha portata a un altrove, che oggi ha il profumo di Madrid e la lingua della Spagna. La sua storia non è la classica fuga di cervelli, ma una ricerca di orizzonti, una necessità profonda di respirare un’aria più vasta, di capire che il mondo si può leggere con più di una lingua.
«Vivere all’estero mi stimola, mi spinge a crescere, e la Spagna mi ha insegnato che il talento può essere riconosciuto e premiato»
L’Erasmus in Polonia
È una storia che inizia nelle aule di un liceo, con la geometria e la logica che affinano la mente, e poi prende il largo con le parole. Un dualismo che ha segnato il suo percorso fin dall’inizio, una linea sottile tra il calcolo e la poesia. «Ho frequentato il Liceo scientifico “A. Fantoni” di Clusone, un percorso che mi ha dato una mentalità analitica che porto ancora con me», racconta Martina. Ma la sua passione per le lingue, il desiderio di capire altri mondi, si fa presto strada. La prima tappa è a Milano, dove si immerge nel russo e nell’inglese, e poi un’esperienza che le apre la mente per sempre. Un anno Erasmus in Polonia, nel 2013, a Łódź, una città che le ha dato tanto. «Lì ho studiato polacco fino ad arrivare a un livello B1, e quell’esperienza mi ha aperto la mente, mi ha fatto capire che potevo muovermi in un mondo più grande». È come se avesse scoperto una nuova dimensione, una profondità che la spinge a non fermarsi. E così, dopo la laurea, decide di fare un altro passo, un salto nel vuoto, ma con un paracadute di curiosità.
L’amore per la Russia
«Dopo la triennale mi sono presa un anno di pausa dagli studi, non avendo le idee chiare sul mio futuro, e mi sono trasferita a Barcellona (2014) per imparare lo spagnolo, che nel frattempo avevo iniziato a parlicchiare durante l’Erasmus. Ho lavorato come receptionist in un ostello per mantenermi» racconta. La vera svolta arriva con la specialistica a Bologna, dove la passione per le lingue si incrocia con quella per la comunicazione. «Mi sono concentrata di nuovo sul russo e sull’inglese, interessandomi in particolar modo al marketing e alla comunicazione digitale». E poi, ancora, un’altra tappa, un altro pezzo di mondo da aggiungere al suo mosaico personale: un semestre a Mosca, nel 2017, che la fa innamorare della Russia. «Quell’esperienza mi ha fatto innamorare della Russia, paese in cui sono tornata più volte per esplorare varie città, tra cui San Pietroburgo, Kazan, Nizhny Novgorod».
Lingue, culture, comunicazione
Lì, in un’atmosfera complessa e affascinante, in un equilibrio precario tra antico e moderno, capisce che il suo futuro sarà nella comunicazione. Non solo come traduzione di parole, ma come adattamento culturale, un «tradurre mondi» che diventa il suo mantra e la sua professione. «Ho capito che il marketing era il terreno perfetto per unire le mie passioni: lingue, culture e comunicazione». Così, dopo un anno e mezzo di tentativi di restare in Russia, il destino la porta nel 2018 a Madrid, una città che le offre opportunità concrete, soprattutto per chi, come lei, ha un profilo internazionale e un’alta conoscenza delle lingue straniere.
A Madrid guardando a Est
Il primo lavoro è da Marketing Specialist per i paesi dell’Est Europa e dell’ex URSS in un’azienda del settore agricolo. «Non era un semplice lavoro di promozione: si trattava di viaggiare in quei paesi, conoscere i clienti, i rappresentanti commerciali, e soprattutto studiare a fondo le sfumature culturali di ciascun mercato. Il mio compito era quello di adattare i messaggi aziendali alle diverse realtà locali, trovare il modo di tradurre non solo le parole, ma il senso profondo di un prodotto dentro culture differenti, rendendole familiari in un contesto straniero» spiega. La sua carriera è una successione di sfide che lei accetta con la curiosità di chi sa che ogni passo è un’occasione di crescita.
La guerra in Ucraina
Dopo quattro anni, la guerra in Ucraina la spinge a cambiare rotta. «L’attacco della Russia all’Ucraina mi colpì profondamente, sia a livello umano, per le persone che conoscevo in entrambi i paesi, sia a livello lavorativo, perché l’azienda interruppe ogni rapporto commerciale con la Russia». E così si sposta nel mondo del tech, prima in una startup spagnola, Frenetic, e poi in una multinazionale finlandese del settore veterinario, dove oggi è Marketing Manager per il Sud Europa e il Sud America. «È un ambiente che mi permette di crescere in maniera esponenziale, con la prospettiva, a breve, di gestire campagne a livello globale». Ogni sua scelta, in fondo, è una nuova traduzione.
La passione per il triathlon
«Ogni passo del mio percorso è stato un modo diverso di tradurre mondi: dai mercati agricoli dell’Est Europa ai linguaggi universali del software». Ma il suo viaggio non è fatto solo di lavoro. A Madrid ha ritrovato la sua passione per lo sport agonistico, il triathlon, e ha vinto titoli nazionali in varie discipline del nuoto. «Sono “Campeona de España”», racconta con un sorriso. E a Madrid ha trovato anche l’amore di Pablo con cui sta creando una famiglia. «Qui il tempo non è denaro, ma è vita. Le relazioni umane, l’amicizia, la famiglia, la condivisione: tutto viene messo al primo posto, e ogni giorno viene vissuto come speciale». Il Covid, per esempio, è stato gestito in maniera molto diversa, con un’unica chiusura severa e poi una rapida riapertura, quasi come se la vita volesse riprendersi i suoi spazi, mostrando un’attitudine diversa, più fiduciosa, verso il futuro.
Futuro in Spagna
Il futuro per lei ha il volto della Spagna, ma con il cuore sempre legato alla sua terra. «Oggi il mio futuro lo immagino in Spagna. Probabilmente a Madrid, dove ho costruito tanto, oppure nel nord, in Asturias, una regione che sogno da tempo: montagne, natura e mare insieme, un paesaggio che mi ricorda Bergamo ma con una cornice diversa, più ampia». Con Pablo stanno mettendo su casa, un gesto che li lega sempre più a questa terra. Non esclude un ritorno, ma per ora il suo posto nel mondo è lì. «È una sensazione difficile da spiegare: vivere all’estero mi stimola, mi spinge a crescere, e la Spagna mi ha insegnato che il talento può essere riconosciuto e premiato. Mi ha dato fiducia e orizzonti nuovi». Il suo viaggio, il suo lavoro di traduzione, continua, un passo alla volta, una parola alla volta. «E per ora, quel ponte passa da qui».
Bergamo senza confini
Essere più vicini ai bergamaschi che vivono all’estero e raccogliere le loro esperienze in giro per il mondo: è per questo che è nato il progetto «Bergamo senza confini» promosso da «L’Eco di Bergamo» in collaborazione con la Fondazione della comunità bergamasca onlus. Per chi lo desidera è possibile ricevere gratuitamente per un anno l’edizione digitale del giornale e raccontare la propria storia. Per aderire scrivete a: [email protected].
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