«Rincari, dopo i carburanti tocca a bollette e spesa»
L’ANALISI. L’effetto domino che parte dall’instabilità del Medio Oriente. Il timore è che il rincaro energetico trascini verso l’alto il costo di quasi tutti i beni di consumo.
Dopo il rincaro repentino del prezzo dei carburanti, con il gasolio che nonostante il taglio temporaneo delle accise è rimasto in molti casi sopra i 2 euro al litro, presto l’alleggerimento delle tasche dei contribuenti bergamaschi passerà anche dal rincaro delle bollette e di alcuni prodotti del carrello della spesa.
L’effetto domino
Un effetto domino che parte dall’instabilità in Medio Oriente, che ha già atto impennare i prezzi all’ingrosso di petrolio, gas ed energia, con ricadute immediate sui distributori e che , a breve, si ripercuoterà su fatture di elettricità e riscaldamento.
«La situazione emergenziale produrrà effetti speculativi e un ulteriore aumento del costo della vita»
Secondo Adiconsum Bergamo, le prime avvisaglie sono già evidenti: «L’aumento dei carburanti l’abbiamo sentito subito, ma dal prossimo mese pagheremo bollette più care», conferma la presidente Mina Busi. Il timore è che il rincaro energetico trascini verso l’alto il costo di quasi tutti i beni di consumo: dal pane cotto nei forni energivori alla frutta trasportata su gomma. Le segnalazioni arrivate all’associazione confermano un disagio crescente, aggravato dall’incertezza sulla durata del conflitto.
La lettera al governo
Per questo Adiconsum, insieme alle altre associazioni dei consumatori, ha inviato una lettera al governo chiedendo che il taglio delle accise diventi strutturale. Il decreto legge 33 del 18 marzo ha ridotto di 22,4 centesimi il prelievo fiscale, ma l’applicazione non è stata uniforme sul territorio e la misura scadrà tra pochi giorni. «Il gasolio resta caro, spesso sopra i 2 euro al litro, soprattutto in autostrada. Anche con il taglio delle accise, l’impatto sul caro vita è significativo», osserva Busi.
I numeri
Le preoccupazioni dell’associazione trovano riscontro anche nei dati diffusi da Arera. L’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente ha annunciato che nel secondo trimestre del 2026 la bolletta elettrica per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%. L’incremento è legato proprio all’impennata dei prezzi energetici internazionali, solo in parte compensata da una lieve riduzione del costo per la gestione della rete. La spesa annuale per l’utente tipo salirà così a 589,34 euro, il 4,5% in più rispetto all’anno precedente.
Secondo le stime di Adiconsum, il balzo dei prodotti petroliferi potrebbe spingere l’inflazione già da marzo, dopo il +1,6% registrato a febbraio, con proiezioni che arrivano fino al +4% su base annua. Un aumento che rischia di pesare anche sui mutui e sul credito al consumo, dove gli interessi richiesti in Italia restano più alti della media europea. «La situazione emergenziale produrrà effetti speculativi e un ulteriore aumento del costo della vita», conclude Busi.
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