Sottopassi e rifiuti sulle strade: un «cervellone» vigila da L’Aquila
VIABILITÀ. Il centro di controllo lavora per la Provincia. Sotto la lente, «h24», 63 impianti per la sicurezza.
Lettura 2 min.Ci sono stati allagamenti da gestire nei sottopassi (pure con qualche auto che provava a passare nonostante il semaforo rosso segnalasse l’allerta). C’è stata la corsa, purtroppo vana, a chiamare subito i soccorsi per un camionista colpito da malore in una piazzola sulla Bergamina, a Treviglio. Ma pure i guidatori «pizzicati» a scaricare rifiuti lungo le strade provinciali: sulle 21 aree sorvegliate, sono almeno una trentina le sanzioni già comminate.
Si trova a oltre seicento chilometri da Bergamo, a L’Aquila, la sede del «Panopticon» della società Spee. Ma lo sguardo è ben puntato (anche) sulla nostra Provincia. Da una quindicina d’anni ormai, Via Tasso affida il controllo da remoto di diversi impianti di sua competenza a questa realtà, che garantisce un monitoraggio «h24» del funzionamento delle tecnologie, e in caso di eventi critici li gestisce in tempo reale tramite segnalazioni, a seconda dei casi, ai referenti della Provincia, ai manutentori o, quando necessario, alle forze dell’ordine.
I punti controllati sulle strade della Bergamasca
Oggi Spee – con un contratto da circa 130mila euro l’anno, e nel rispetto delle norme sulla privacy dove ci sono telecamere – supervisiona oltre una quarantina di luoghi della viabilità provinciale, per un totale di 63 impianti: dal nuovo svincolo della A4 in città, che da solo è dotato di 19 impianti di vario tipo, ai sottopassi dove «osservati speciali» sono i sistemi di sollevamento dell’acqua in caso di allagamenti. «Su due di questi – a Colognola e Ciserano, non nuovi a criticità idrauliche, ndr – il monitoraggio è legato anche alle emergenze. Ci accorgiamo in tempo reale della presenza di acqua e del livello, riuscendo a informare se c’è bisogno di un intervento immediato», racconta Marco Cardelli, direttore generale di Spee. I 15 operatori della società (che gestisce in Italia circa cinquemila telecamere e 50mila sensori) non osservano monitor minuto per minuto: «Sistemi intelligenti fanno scattare un’allerta quando rilevano qualcosa», spiega Cardelli.
In altri 13 sottopassi il monitoraggio è concentrato più sull’illuminazione e il funzionamento delle pompe, ma anche sullo scongiurare «assalti» ai gruppi elettrogeni: «Alcuni anni fa ne era stato rubato uno, di notte, con la gru – racconta Alain Mazzocchi, per l’ufficio Impianti della Provincia –. Si tratta di strumenti che hanno un valore di 30-40mila euro ciascuno. Così, con Spee abbiamo studiato la modalità: sistemi di allarme, videosorveglianza e Gps per eventuale tracciamento». E furti non se ne sono più registrati. Sempre in chiave antifurto è il controllo sui magazzini del settore Viabilità ad Azzano San Paolo e Stezzano.
La novità della sorveglianza delle piazzole
Tra le novità più recenti, la videosorveglianza di alcune piazzole contro l’abbandono dei rifiuti: dopo il finanziamento delle prime 12 postazioni, la Regione ha valutato positivamente il progetto bergamasco e aggiunto fondi per altre 9, implementate quest’anno. Attualmente sono dunque sotto controllo spazi lungo le provinciali 35 ad Alzano Lombardo e Villa di Serio, Sp 472 Var ad Arzago d’Adda, Casirate e Treviglio, Asse interurbano a Bergamo e Curno, Sp 91 bis a Brusaporto e Bagnatica, Sp 14 a Sant’Omobono. «Dopo le prime sanzioni, il fenomeno è calato nelle zone sorvegliate», confermano da Via Tasso.
Raccolta dati sul traffico
Di recente introduzione anche le 5 postazioni fisse per la raccolta di dati sul traffico, sull’Asse interurbano a Bergamo e su strade provinciali a Cividate al Piano, Romano, Torre Boldone e Villa d’Adda. «Quindici anni fa abbiamo lanciato una prima gara per la gestione delle gallerie, all’epoca tema essenziale in particolare per la Montenegrone – spiega il dirigente del settore Viabilità, Massimiliano Rizzi –. Da quando abbiamo conosciuto Spee, sono sempre stati loro a occuparsene. Gli impianti “remotati” nel tempo sono cresciuti, per garantire una manutenzione più attenta e puntuale possibile». «La Provincia di Bergamo si mostra, da questo punto di vista, molto innovativa – aggiunge Cardelli –. Da una visione basata sulla “sicurezza” si passa a un’idea più ampia di “resilienza”, come chiedono anche le direttive Ue, garantendo l’effettivo funzionamento di impianti su cui l’ente ha investito, e un ritorno il più possibile rapido alla normalità in caso di criticità».
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