«Tutto è possibile se si guarda la vita con le lenti giuste» - La nostra gallery per la festa della mamma
LA STORIA. Manuela Minello, 47 anni, mamma di 4 figli, musicista e psicologa: «Quanta bellezza nelle relazioni con gli altri, aiutano anche nei momenti di difficoltà».
Lettura 3 min.Benvenuti nel «Magico mondo di Tuttopossibile» (così s’intitola anche il suo libro). La cassetta degli attrezzi comprende strumenti musicali, piume, colori, scarpette da runner e soprattutto un paio di occhiali speciali. «Perché per vedere quanta bellezza ci circonda ci vogliono le lenti giuste. Ai miei figli e ai bambini che seguo non auguro la felicità a tutti i costi, ma di avere quelle lenti che, con una certa dose di ottimismo, ci permettono di affrontare i problemi in cui siamo immersi e dire “ce la si può fare”».
Parola di Manuela Minello, 47 anni a luglio, psicologa e psicoterapeuta, e soprattutto mamma di quattro figli dai 9 ai 19 anni (nell’ordine, dal più piccolo alla più grande, Gabriele, Riccardo, Edoardo e Letizia).
Non chiamatela «wonder woman», ma sicuramente qualche potere deve averlo, per far quadrare le giornate piene di scuola, laboratori di psicomotricità, volontariato e ménage familiare. «Ho una buona dotazione genetica volta a capire e a risolvere le difficoltà con una certa “leggerezza”, la fede è una base sicura a cui posso affidarmi, ma certamente non manca un’organizzazione certosina», elenca gli ingredienti di una vita piena di impegni e affetti. Per la Festa della Mamma accoglie con disponibilità di dedicare un pezzettino del suo tempo a testimoniare come la conciliazione famiglia-lavoro-passioni sia possibile, se alimentata da «collaborazione e sguardo aperto agli altri. Io vivo nelle relazioni e ne sono affamata».
«La porta è sempre aperta»
Origini milanesi, di base a Dalmine da quando ha 14 anni, ammette di essersi immaginata «moglie e mamma» sin da piccola. «In casa ho sempre respirato la “sorellanza” tra mia mamma e le mie zie, io ho due fratelli , e la mia famiglia d’origine è sempre stata un po’ “caciarona”», racconta. Galeotto l’incontro con Giorgio (quando ne parla le vengono ancora gli occhi a cuoricino, definendolo «il regalo più bello che poteva capitarmi»). «L’ho conosciuto che avevo 15 anni, tramite amici comuni, e a me è piaciuto subito mentre lui non mi filava di striscio. Ci siamo rincontrati nel 2003 e dopo pochi mesi siamo andati convivere, è stato un “ricontro fulminante”». Poi il matrimonio e la prima gravidanza. «Letizia è arrivata mentre insegnavo già e mi stavo specializzando in psicoterapia, il desiderio di famiglia non ha interferito con i miei progetti lavorativi, grazie anche all’aiuto fondamentale delle nonne e di mio marito». Anzi, 23 mesi dopo è la volta di Edoardo. Poi ci si «allarga» con Riccardo e Gabriele. Quattro «gravidanze bellissime» anche se non sono mancati momenti più delicati: «Edoardo ha avuto una breve ospedalizzazione e quando Riccardo aveva pochi mesi ho perso mio padre improvvisamente, era molto giovane. È stato un colpo durissimo e non me la sentivo di allattare. Riccardo, però, rifiutava il biberon ed è come se così mi avesse richiamato alla mia funzione materna, a resistere». Una gioia vedere la casa riempirsi: «È un open space, la porta è sempre pronta ad aprirsi e la tavola ad essere apparecchiata, per cene condivise all’ultimo momento, senza troppe formalità».
Musica e movimento
Musica e movimento sono la «combo» perfetta per il benessere, secondo Manuela, che ne ha fatto anche il kit essenziale della sua professione. «Sono specialista di musica alla scuola primaria di Lallio: ho studiato pianoforte al Conservatorio e da autodidatta ho imparato anche a suonare la chitarra», racconta. Con schiere di bambini che si scatenano al ritmo delle sue jam session: «Dietro a una cattedra proprio non riesco a stare, le mie lezioni cercano sempre di sperimentare forme nuove». Con la ex collega Paola Tarantini ha fondato l’associazione «E-motion- Emozioni in movimento». «Ci occupiamo di psicomotricità relazionale per i bambini in supporto alle famiglie – precisa –, ma abbiamo esteso la nostra attività a tutto l’arco della vita, con laboratori dedicati alla terza età per il potenziamento delle capacità cognitive e della memoria». Divano e tv sono sconosciuti, perché il tempo libero è dedicato alla sport e alle attività in parrocchia. «La corsa è il mio spazio, mi concedo 40 minuti la mattina presto oppure il sabato con mio marito. È a costo zero per la famiglia (c’è il minimo investimento per le scarpe) e mi rigenera». Come fa a fare tutto? «La parte organizzativa è fondamentale, e poi devo dire che ho insegnato ai miei figli a essere indipendenti: si aiutano, sono molto collaborativi». È ora di andare a letto, ma prima c’è un ultimo lavoretto da fare: «Devo avviare una quarantina di punti, perché Gabriele sta imparando a lavorare a maglia: vuole fare una copertina per la bambola di una sua amica che sta attraversando un momento di difficoltà». La vita è un po’ così: diritto e rovescio, ma l’importante è non perdere il filo.
La Festa della Mamma
Come da tradizione, in occasione della Festa della mamma, L’Eco di Bergamo ha deciso di festeggiare le mamme di Bergamo: raccogliamo le vostre foto con dedica! Potete mandarci scatti in bianco e nero, foto a colori, collage, scatti rubati o immagini di famiglia… tutto quello che volete purché la foto racchiuda l’essenza della vostra mamma e ci racconti, al primo sguardo, cosa la rende a suo modo unica e speciale per voi. Fino al 10 maggio pubblicheremo le immagini ricevute con le dediche sul nostro sito e sui nostri social.
© RIPRODUZIONE RISERVATA