«I primi passi sul tappeto rosso dell’Hotel Città dei Mille. Per i turisti sogno tram veloci verso le valli»

L’INTERVISTA. I ricordi di famiglia e i progetti per Federalberghi Bergamo di Alessandro Capozzi. «A sei anni sapevo già cosa avrei fatto da grande: fare ospitalità è altra cosa dal distribuire chiavi».

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I primi passi li ha mossi proprio sul tappeto rosso dell’Hotel «Città dei Mille» guidato dal padre Pier Carlo Capozzi (firma anche de «L’Eco di Bergamo») e a sei anni aveva le idee chiare: da grande avrebbe seguito l’esempio di famiglia e sarebbe diventato un albergatore. Alessandro Capozzi, oggi presidente di Federalberghi Bergamo, che raccoglie gli albergatori della città e della provincia, traccia un bilancio di questo anno particolare di Bergamo Brescia Capitale del Cultura 2023 e ripercorre i ricordi di famiglia.

«Mio padre mi ha sempre detto che un lavoro, qualsiasi esso sia, lo si può fare con la passione o senza. Nel caso di un albergatore o si fa ospitalità o si distribuiscono chiavi. Io spero di aver imparato a fare ospitalità» dice Alessandro. «Quello dell’albergatore è un lavoro totalizzante: il nostro albergo ha aperto nel 1972 e ha chiuso solo due mesi. Una volta per mettere l’ascensore e l’altra per il Covid. Siamo presenti 24 ore su 24: è nostra la responsabilità del buon andamento dell’albergo» ricorda Capozzi.

«Il mio sogno per Bergamo è che un giorno la T1 e la T2, le linee del Tram delle Valli colleghino la città e le valli in modo veloce e costante. Spero che la T1 arrivi fino a Clusone: i bergamaschi potrebbero spostarsi in tempi brevi e visitare di più la provincia e anche noi albergatori potremmo promuovere sempre di più ai turisti che si fermano in città le bellezze della Bergamasca» spiega.

«Bergamo Brescia Capitale della cultura è stata un’ottima vetrina per noi - ricorda -: in un anno boom per il turismo ha presentato la città al meglio e credo che ne raccoglieremo i frutti nei prossimi anni».

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