Addio ad Alex Zanardi, il coraggio oltre il limite. La lezione di vita nella visita all’Università di Bergamo - Video

IL LUTTO. Dalla Formula 1 ai trionfi paralimpici, la vita di Alex tra cadute e rinascite: un esempio che ha segnato lo sport e milioni di persone.

Addio a un supereroe. Alex Zanardi è morto il primo maggio, dopo anni di silenzio sulle sue condizioni seguite al terribile incidente in handbike del 2020. Avrebbe compiuto 60 anni il 23 ottobre. Se ne va una figura che ha attraversato lo sport e la vita con una forza rara, capace di trasformare ogni caduta in ripartenza.

Dai kart di Castel Maggiore alla Formula 1, Zanardi aveva inseguito la velocità con talento e ostinazione. In Europa raccolse meno di quanto meritasse, ma trovò negli Stati Uniti la sua consacrazione: nella Cart divenne «The Italian Legend», firmando sorpassi rimasti nella storia. Poi, nel 2001, l’incidente al Lausitzring: la perdita delle gambe, il confine con la morte, il ritorno.

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Da lì una seconda vita. Con ironia e disciplina reinventò se stesso, tornò a guidare, vinse ancora. Infine la scelta paralimpica: l’handbike, le Paralimpiadi di Londra e Rio, ori e podi, un esempio che andava oltre le medaglie.

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