Gasp: «Non sappiamo che anima abbiamo, chi entra deve dare energia»

IL DOPO PARTITA. Deluso Gasperini: «Partita rovinata da brutti episodi, non vorrei che pensassimo di più all’Europa».

C’è l’aspetto tattico, oppure quello tecnico. Ma anche nel calcio, spesso, la differenza la fa la testa: «Se non funziona la testa, le gambe vanno peggio», sintetizza Gian Piero Gasperini dopo la sconfitta di Firenze. È stata (anche) una questione di anima, ieri al Franchi: «L’animo è importante e noi non sappiamo ancora che anima abbiamo, se un’anima feroce o se pensiamo che i risultati arrivino un po’ così. Dobbiamo cercare di costruirla nel campionato (l’anima, ndr): speriamo che l’Europa League ci aiuti, non vorrei che pensassimo di più all’Europa. Tra Frosinone e Firenze sono state due partite che potevamo non perdere, invece ci dobbiamo rammaricare per colpa nostra».

«Non abbiamo sfruttato le opportunità»

Al punto che «pensavo di vincerla, c’erano le condizioni per farlo, bisognava sfruttare le opportunità», ha aggiunto a Dazn. In sala stampa, il tecnico nerazzurro riavvolge il nastro: «Abbiamo perso una buona occasione. L’avevamo indirizzata bene, soprattutto nella prima mezz’ora, poi abbiamo “ceduto” alcuni gol: al di là del merito degli avversari, ci abbiamo messo del nostro. Per la prestazione che c’è stata sul campo, poteva essere un’altra partita». Pesano gli errori in difesa: «È una partita che abbiamo rovinato con brutti episodi, soprattutto sul primo e terzo gol. Perché capita? Ci dovremo ragionare: li ho già visti in precampionato e in altre partite».

Scamacca e De Ketelaere

Lo zoom si sposta sui singoli. L’ingresso di Scamacca non ha fatto la differenza: «Ha avuto una settimana difficoltosa, la prima della sosta. Non ha fatto una buona mezz’ora, sarà un motivo per esaminare e per pensare. Al di là delle scelte e delle giocate, chi entra deve dare energia importante specie in momenti così decisivi». E De Ketelaere? «Ha una qualità tecnica importante, è comunque un riferimento importante anche nelle giornate meno positive. Ma non è che ogni partita deve essere un esame». Una battuta anche sul clima infuocato del Franchi: «Fiorentina e Atalanta giocano più o meno sempre nella stessa fascia: sei anni su sette è andata bene a noi, capisco la frustrazione della tifoseria viola. Già è difficile vedersi superare dalle big, farsi superare dall’Atalanta può creare insofferenza». L’«insofferenza» sfocia anche nei soliti cori: «Ci trattano da big, sono gli stessi insulti che ricevono le squadre importanti. Non è piacevole, l’ho detto a volte – ribadisce Gasp -: mi sembra uno stadio di buoi che dà del cornuto all’asino. Non facciamo bella figura, ma c’è questa abitudine».

Si ritorna al calcio giocato, ora c’è l’Europa League: «Può aiutarci a trovare condizione migliore e continuità migliore». Prima della partita aveva parlato Luca Percassi, amministratore delegato nerazzurro: «Scamacca e De Ketelaere? Sono ragazzi che abbiamo seguito molto negli anni precedenti – ha detto a Dazn –, quest’anno siamo riusciti a portarli a casa e ne sono molto contento. Scalvini in nazionale? È qualcosa di straordinario: rappresenta il frutto di un lavoro decennale sul settore giovanile e la filosofia-Atalanta. Anche aver visto l’Under 23 vincere è motivo di grande orgoglio, è un progetto in cui società sta investendo molto».

Italiano: «Vittoria dell’orgoglio»

«È stata la vittoria dell’orgoglio e della squadra», scandisce invece Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina: «Non volevamo commettere errori caratteriali, dove nel momento di difficoltà abbandoniamo la contesa – ragiona il’allenatore dei viola in sala stampa –. Anche se siamo andati sotto e siamo stati raggiunti, abbiamo continuato a giocare e a fare ciò che sappiamo».

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