Marcialonga, la carica dei 101 bergamaschi. «Viviamo per le emozioni che si provano»

FONDO. Domenica 25 gennaio in 7mila alla 53ª edizione della Moena-Cavalese nelle Valli di Fiemme e Fassa. Tra di loro anche i gemelli Ongaro: «Una motivazione in più sciare nel teatro delle Olimpiadi».

«Marcialonga, crociata di uomini che si ribellano all’agonia della vita moderna». È il motto della prima Marcialonga (era il 1971) e che ancora alla 53ª edizione spiega perfettamente le ragioni che spingono ogni anno quasi settemila fondisti ad affrontare i 70 km che, attraverso i paesaggi mozzafiato offerti dalle Valli di Fiemme e di Fassa, conducono da Moena a Cavalese. Distanza ridotta a 45 km per gli oltre cinquecento iscritti alla versione Light che termineranno le loro fatiche al giro di boa di Predazzo.

Quando alle otto di domenica nel silenzio di Moena, echeggerà lo sparo del via, saranno due le anime che come sempre daranno vita alla maratona più glamour degli sci, quella agonistica vera e propria che vedrà circa 230 atleti élite del circuito Pro Tour di Ski Classics (la Coppa del Mondo delle lunghe distanze) bersi il percorso in poco più di due ore e mezza, e quella delle migliaia di Bisonti (nick-name dei marcialonghisti per passione) che daranno vita ad una colorata e lunga fila (se allineati coprono circa 18 km) il cui obiettivo è godersi, oltre al paesaggio, lo speciale «clima» della Marcialonga, offerto dall’attraversamento di paesi e paesini agghindati a festa dove verranno incitati dal numeroso ed entusiasta pubblico pronto ad applaudirli e incitarli dal primo all’ultimo. Una «passeggiata» che offre il valore aggiunto di trovarsi ad incrociare gli sci con appassionati giunti davvero da tutto il mondo vista la Babele delle quasi quaranta nazioni presenti, dalla tradizionale Norvegia con quasi 1.400 iscritti (100 in meno dell’Italia, la più numerosa) ai fanalini di coda Argentina, Cuba, Brasile e Cipro con un solo iscritto così come da solo sarà Aqqaluartaa Olsen, il groenlandese che potrebbe trovarsi fianco a fianco con uno dei 41 statunitensi.

101 iscritti bergamaschi

Come da tradizione, nutrita la pattuglia bergamasca: 101 iscritti con una quota rosa pari a 15 (su L’Eco di Bergamo del 23 gennaio la lista di tutti gli iscritti). Tra loro in sette stopperanno il contachilometri a Predazzo (Light) mentre gli indomiti tireranno dritto fino a Cavalese. Un drappello che sulla linea del tempo copre quasi ottant’anni tra i 79 del «pioniere» Giuseppe Bonaldi ai 18 del novellino Leonardo Gervasoni e che propone come big Pietro Magli e Mirco Bonacorsi che l’anno scorso hanno battagliato per il meglio piazzato, cosi come Laura Giudici che dovrà però fare i conti con Denise Dedei, fresca di abbandono delle gare in azzurro: «Mi incuriosisce il mondo delle lunghe distanze - spiega la 23enne di Gromo -, non parto con un obiettivo ben definito ma con l’idea di divertirmi, anche perché siamo in un bel gruppetto dello Sc Gromo con cui ho iniziato e dove sono tornata dopo la parentesi nel Cs Esercito». «Per noi è un appuntamento fisso - le fa eco Paolo Morstabilini, presidente del sodalizio seriano -: tra sfide personali e grandi risate puntiamo alla medaglia da finisher: per me sarebbe la nona». Stessa lunghezza d’onda per i gemelli Andrea e Giacomo Ongaro, 38enni di Gandino: «Ne abbiamo fatte 15 in due - scherza Andrea -, noi Bisonti viviamo per le emozioni che si provano, il clima che si respira e il calore della gente che fa il tifo. E poi quest’anno sciamo anche dove tra poco si sfideranno i campioni delle Olimpiadi, una motivazione in più».
Uno spettacolo da vivere anche in tv grazie alle dirette Sky Sport, oltre alle ampie sintesi su Rai Sport. Per info www.marcialonga.it.

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