(Foto di Ansa)
I GIOCHI. Una cerimonia conclusiva spettacolare all’Arena di Verona per un’edizione entrata nella storia anche per il record di medaglie vinte dall’Italia.
Verona
È iniziata con un «corto» girato all’Arena di Verona sulle note dell’opera lirica la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina, nell’anfiteatro della città scaligera. «Beauty in Action», questo il titolo della serata, si svolge alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del presidente della Camera Lorenzo Fontana, dei ministri Matteo Salvini e Andrea Abodi, della presidente del Cio Kirsty Coventry, e di Giovanni Malagò, di Fondazione Milano Cortina. Il parterre vede anche i presidenti della Regione Lombardia, Attilio Fontana, della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, del Veneto Alberto Stefani e quello del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
Uno show tra acqua, luce, musica, «bellezza in movimento» nel primo monumento patrimonio Unesco sede di una cerimonia olimpica. La bellezza di Benedetta Porcaroli, la grazia e la leggerezza di Roberto Bolle e il brivido della tromba di Paolo Fresu, la «sorpresa» prima dell’Inno d’Italia, hanno salutato all’Arena di Verona la XXV Olimpiade Invernale di Milano Cortina 2026, con un trionfo della musica lirica che nell’anfiteatro romano trova da cento anni il suo luogo più iconico.
Realizzato dall’Agenzia Filmmaster, con la direzione artistica di Alfredo Accatino, lo spettacolo di due ore e mezza ha voluto rappresentare il territorio italiano, dal ghiaccio delle Alpi al mare e alla Laguna di Venezia. Sul parterre areniano oltre 10.000 Led, ascensore scenico e scenografie in legno, in nome della sostenibilità ambientale dell’evento.
Il «padrone di casa», Rigoletto, è emerso sopra un lampadario dal fondo della scena, con il «Libiam nei lieti calici» poi in bicicletta raggiunge il vicino Teatro Filarmonico per incontrare Porcaroli per un altro intermezzo di musica sinfonica. Si torna all’Arena con le coreografie di Aterballetto e le fotografie di «Faces of Italy» scattate da Marco Delogu.
Brividi nel momento dell’entrata della bandiera italiana e dei medagliati olimpici azzurri: il Canto degli Italiani è stato introdotto e contrappuntato dalla tromba di Fresu ed eseguito dal Coro dell’Arena, premessa all’ingresso della Fiamma Olimpica, in un’ampolla in vetro creata dal maestro muranese Lino Tagliapietra, portata dai quattro «moschettieri» del fondo 4x10 a Lillehammer: Maurilio De Zolt, Flavio Vanzetta, Silvio Fauner e Marco Albarello.
Ancora musica, quella delle colonne sonore più belle del cinema per l’ingresso degli atleti - portabandiera azzurri gli ori Davide Ghiotto e Lisa Vittozzi - assieme ai classici pop da ballare con Margherita Vicario e Davide Shorty con Calibro 35.
Poi un omaggio ai medagliati e ai 18mila volontari olimpici, rappresentati dal 90enne Mario Gargiulo, già presente a Cortina 1956, sulle musiche di Gabry Ponte.
Il clou della serata è stato quando Roberto Bolle ha fatto il suo ingresso da una botola per «Water Cycle», la coreografia ispirata al ciclo dell’acqua. Un cerchio che si solleva e si trasforma in sole, due gondole ricordano Venezia mentre Joan Thiele esegue alla chitarra la versione dolce e irresistibile de “Il mondo» di Jimmy Fontana.
Il passaggio della bandiera dai sindaci di Milano e Cortina, Sala e Lorenzi, ai presidenti delle Regioni alpine francesi per i Giochi 2030, con l’esecuzione della Marsigliese, ha fatto da prologo ai discorsi finali. «Grandissima Italia, sei stata di parola», ha detto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina, mentre Kirsty Coventry, presidente del Cio, ha sottolineato il «nuovo standard per il futuro» dei giochi diffusi, chiudendo ufficialmente l’Olimpiade 2026. «Grazie per ave condiviso il meglio con il mondo, è stato magico». Il braciere in Arena si è infine spento, in contemporanea con Milano e Cortina D’Ampezzo e sulle note della pianista veneziana Gloria Campaner.
Sembrava tutto finito, quando Rigoletto è tornato in scena per un ultimo gran finale musicale con Major Lazer e Achille Lauro, chiudendo nelle scatole di scena scenografie, costumi personaggi d’opera.
Emozionati, Davide Ghiotto e Lisa Vitozzi hanno completato il giro del palco con la bandiera italiana sono i portabandiera della nostra Nazionale. Tutti gli atleti hanno fatto il loro ingresso nell’arena, il colpo d’occhio è meraviglioso.
Giuseppe Sala ha consegnato la bandiera olimpica, con in sottofondo la Marsigliese. La bandiera Olimpica è stata consegnata dai sindaci di Milano (Giuseppe Sala) e di Cortina d’Ampezzo (Gianluca Lorenzi) alla Presidente del Comitato Olimpico Internazionale che a sua volta l’ha girata ai Presidenti delle sedi ospitanti dei prossimi Giochi Olimpici Invernali, French Alps 2030.
Durante la cerimonia ha emozionato l’esibizione dal vivo di Roberto Bolle, il celebre étoile italiano che ha eseguito una sequenza aerea incarnando la goccia primordiale. L’Orchestra dell’Arena di Verona ha suonato dal Teatro Filarmonico, interpretando il «Coro a bocca chiusa» da Madama Butterfly di Giacomo Puccini. La stessa musica si è diffusa nell’Arena.
Ogni medaglia conquistata in questi giorni è anche il simbolo di un cantiere che ha saputo diventare futuro». Così Fabio Saldini, commissario di governo e amministratore delegato di Simico, la Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 S.p.A. che ha realizzato o riqualificato gli impianti delle Olimpiadi invernali.
Ben 31 infrastrutture olimpiche essenziali, parte di un piano più ampio che ha coinvolto 98 opere tra impianti sportivi e interventi strategici sul territorio, palcoscenico delle competizioni a cinque cerchi ed ora eredità concreta per le comunità locali e per l’intero sistema sportivo nazionale.«Abbiamo costruito impianti perché fossero all’altezza dei migliori atleti del mondo, e oggi quegli stessi luoghi sono già storia dello sport - sottolinea Saldini -. Siamo orgogliosi di aver restituito ai territori strutture moderne, sicure, pensate per durare oltre i Giochi. Non abbiamo realizzato solo opere: abbiamo costruito occasioni, comunità, legacy. Vedere anche il tricolore salire su questi impianti è un’emozione che ripaga ogni sforzo. Grazie alle donne e agli uomini che hanno costruito le Olimpiadi invernali più belle di sempre. Ci vediamo alle Paralimpiadi».
«È stato davvero un successo di tutta la squadra di Fondazione Milano Cortina 2026 - ha aggiunto Malagò - ma ci sono anche due soggetti che meritano di essere ricordati per la loro importanza nel successo di questi Giochi.
E sono i Ministeri dell’Interno e della Difesa, che hanno garantito uno straordinario livello di sicurezza e per questo abbiamo ricevuto complimenti e ringraziamenti da parte di tutti per il supporto straordinario avuto dalle forze dell’ordine. La seconda persona è Christophe Dubi (Olympic Games Executive Director CIO, ndr): senza di lui mi sento di dire che i Giochi non avrebbero avuto questo tipo di successo, perché si è dedicato proprio con professionalità, competenze e una grande passione al nostro progetto».
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