Pasalic: «La posizione è ok
E adesso mi sento più pronto»

Su L’Eco di Bergamo in edicola il 2 marzo intervista a Mario Pasalic.
«In mezzo al campo do il meglio di me». E ha trovato continuità
dopo un inizio difficile. Il gol alla Fiorentina la ciliegina. «L’Atalanta vuol chiudere in alto» .

Novello Pitagora, Mario Pasalic il suo triangolo l’ha disegnato al 18’ di Fiorentina-Atalanta, lo scorso mercoledì sera. Contrasto vinto sulla trequarti difensiva nerazzurra, imbeccata per Ilicic che avanza poi lo nota e infine lo lancia, incursione micidiale del croato e triangolo chiuso con un gol straordinario. Un triangolo così, «spalmato» da area ad area, quando mai s’è visto? «Quando ho fatto quel passaggio su Ilicic e ho visto che lui è riuscito a stopparla e prenderla, ho sentito che poteva succedere qualcosa: avevo campo aperto, ho fatto lo sprint della vita», sorride il centrocampista classe 1995.

Eccolo, il Pasalic che Bergamo attendeva e voleva. Dopo l’inizio difficile e dopo un cambio di posizione, da trequartista a mediano, l’ex Milan – di proprietà del Chelsea: è all’Atalanta in prestito con diritto di riscatto – s’è ritagliato spazi importanti. Ora arriva il bello (e il difficile): confermarsi. Vale per lui e anche per l’Atalanta, rigenerata dal successo di coppa.

Ormai il clima-gara è sbollito: il 3-3 di Firenze è un buon risultato o un rammarico?
«Quando vai avanti due volte e poi vieni recuperato, c’è una delusione immediata. Due giorni dopo, però, ci pare un buon risultato: abbiamo fatto tre gol fuori casa. È strano giocare il ritorno tra due mesi: cercheremo di vincere anche quella gara».

Vi basterebbe anche un pari (con meno di tre gol a testa)…
«Lo sappiamo, però nel calcio non si può entrare in campo facendo quei ragionamenti. Sappiamo che basta anche pareggiare. Però nel calcio non si può entrare in campo pensando di accontentarsi di un pareggio: dobbiamo vincere. L’abbiamo visto proprio a Firenze, quando eravamo avanti di due gol: le partite non finiscono mai».

Già: perché questi cali di attenzione durante le partite?
«I gol li segniamo sempre, poi spesso nelle partite facciamo qualcosa di stupido, prendiamo dei gol anche strani da spiegare. Dobbiamo stare solo più attenti e cercare di chiudere le partite».

Il pari di Firenze in coppa, positivo, rende accettabile il ko col Torino in campionato?
«Non è neanche possibile vincere tutte le partite, Magari la sconfitta col Torino servirà nelle prossime gare per interpretarle in maniera migliore. Ma non avevamo fatto una brutta gara: il gioco c’era, solo il risultato è stato diverso dal solito. Dobbiamo continuare a giocare così, e non prendere gol».

Ora la testa è solo sul campionato?
«Ci sono tante partite di campionato, il ritorno di Coppa Italia è tra due mesi. Sì, adesso per due mesi abbiamo chiuso con quel pensiero, il focus è sulla Serie A: servono punti e vittorie per arrivare il più in alto possibile».

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