Arte, 'contro caro energia basta bonus, serve riforma strutturale'

(ANSA) - ROMA, 24 MAR - "La transizione energetica, pilastro delle politiche comunitarie, rischia di trasformarsi in un onere insostenibile per cittadini e imprese se non si affronta con urgenza il paradosso dei costi: è impossibile garantire equità sociale finché l'Europa continua a registrare i prezzi dell'energia più alti su scala globale". È il messaggio dall'Associazione reseller e trader di energia (Arte), lanciato in occasione della IV assemblea nazionale dal titolo 'Le rotte dell'energia: nel mare della transizione navigare è un'Arte'.

L'associazione solleva una riflessione sulla "reale sostenibilità sociale del percorso di decarbonizzazione intrapreso dall'Ue. Senza un riallineamento dei costi energetici, il passaggio alle fonti rinnovabili rischia di generare nuove forme di esclusione economica, minando la competitività del sistema produttivo e il potere d'acquisto delle famiglie".

"La transizione energetica può dirsi davvero socialmente sostenibile se l'Europa continua ad avere l'energia più cara del mondo? Noi operatori viviamo quotidianamente il mercato e cerchiamo di adattare questo cambiamento direttamente sul territorio. Proprio per questo riteniamo che la filiera debba essere più coordinata. Il nostro obiettivo è supportare concretamente le comunità locali, ma per farlo serve un sistema che non penalizzi chi deve guidare questa transizione sul campo" ha detto Diego Pellegrino, portavoce di Arte.

L'Associazione ribadisce il ruolo fondamentale dei trader e dei reseller per i territori come "garanti della concorrenza. In questa fase di profondo cambiamento, non basta gestire l'emergenza ma è indispensabile che l'intera filiera energetica sia funzionale, snella e allineata agli obiettivi di sviluppo del Paese. Proprio per questo motivo Arte chiede interventi strutturali che superino la logica dei bonus temporanei, puntando su una semplificazione normativa che permetta agli operatori di trasferire efficienza ai consumatori finali. Gli operatori sono i veri motori del cambiamento, ma per guidare questa transizione serve un ecosistema che non penalizzi chi garantisce la fornitura energetica in un contesto di altissimo rischio finanziario e operativo". (ANSA).

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