Non solo libri, apre a Firenze la 'Biblioteca degli oggetti'
(ANSA) - FIRENZE, 19 MAR - Non solo libri, ma pure trapani, macchine fotografiche, kit per il giardinaggio o piccoli elettrodomestici. A Firenze la cultura si fa 'circolare' con la nascita della Biblioteca degli oggetti: i cittadini potranno prendere in prestito, con modalità simili a quelle di un libro, oggetti di uso quotidiano che spesso giacciono inutilizzati nelle case. Le sedi coinvolte saranno la BiblioteCanova Isolotto, la Pietro Thouar in Oltrarno, la Filippo Buonarroti a Novoli e la saletta dell'ufficio Sostenibilità. La delibera ad hoc è stata approvata dalla giunta comunale, su proposta della vicesindaca Paola Galgani e dell'assessore alla cultura Giovanni Bettarini.
Per attivare il servizio di prestito, ogni socio deve mettere in condivisione almeno un proprio oggetto che rimane di sua proprietà: il progetto è monitorato e saranno analizzati indicatori precisi come il numero di scambi effettuati, il risparmio di rifiuti generato e il livello di partecipazione delle associazioni locali. Esiste un catalogo online dove poter vedere tutti gli oggetti. L'iniziativa si inserisce nel solco del distretto di economia civile e del patto per la lettura, trasformando le biblioteche in presidi di sostenibilità: l'obiettivo è ridurre la produzione di rifiuti e rafforzare il senso di comunità attraverso la condivisione. Nei prossimi mesi ci sarà una fase di co-progettazione con le realtà che stanno partecipando al percorso e di animazione territoriale per coinvolgere i residenti nella condivisione degli oggetti.
Una realtà simile è quella di Bologna con Leila-La biblioteca degli oggetti. "Con la Biblioteca degli oggetti vogliamo dimostrare che la sostenibilità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana - ha spiegato Galgani -. Dopo l'importante esperienza di Bologna, Firenze conferma la sua vocazione di laboratorio nazionale per l'economia circolare".
"Portiamo avanti un'idea di cultura che non è solo conservazione, ma partecipazione attiva e sostenibilità", ha aggiunto Bettarini. "Lavoriamo con le associazioni del terzo settore, con le scuole, con le università, con le aziende: io non devo possedere tutto ciò di cui ho bisogno", ha spiegato Antonio Beraldi, fondatore di Leila. (ANSA).
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