(ANSA) - ROMA, 14 GEN - Le centrali elettriche a carbone di Brindisi e Civitavecchia "allo stato attuale non producono energia, ma restano potenzialmente pronte ad entrare in esercizio tempestivamente e secondo precise condizioni, in caso di situazioni di emergenza connesse alle criticità dell'approvvigionamento del gas naturale, analoghe a quelle già sperimentate nel 2022".
Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, al question time alla Camera.
Le due centrali, ha proseguito Pichetto, "pur avendo contribuito alla copertura del fabbisogno energetico al tempo della crisi del gas del 2022, appaiono non essere economicamente sostenibili. Difatti le stesse sono ferme da tempo, non essendo più la generazione a carbone competitiva nel mercato dell'energia elettrica rispetto alle altre fonti". Tuttavia, ha aggiunto il ministro, "restano ancora valide le esigenze relative alla sicurezza energetica, in considerazione dell'attuale, tuttora incerto, contesto geopolitico. Per tale motivo, i due siti produttivi rimangono disponibili, seppure in un assetto di 'riserva fredda'".
Pichetto ha ribadito che "è stato mantenuto l'impegno a cessare l'utilizzo" del carbone per la produzione energetica "sul territorio continentale entro il 31 dicembre 2025, come previsto nell'aggiornamento al Pniec", il piano nazionale energia. Rimangono in funzione solo le centrali a carbone della Sardegna.
Il ministro ha concluso che "come Governo, siamo pronti a facilitare qualsiasi percorso di riqualificazione industriale delle aree di Brindisi e Civitavecchia, anche aprendo allo smantellamento delle centrali, qualora le condizioni di sicurezza energetica lo consentano, attraverso una valutazione di tutte le soluzioni che saranno definite nel Tavolo in corso presso il Mimit, che ha già avviato la procedura di nomina di un commissario ad hoc anche per l'area di Civitavecchia". (ANSA).
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