«A Bergamo mancano 75 unità»: l’appello del sindacato dei vigili del fuoco

LA NOTA. «Squadre da quattro o addirittura tre operatori: aumento dei rischi per l’incolumità del personale e dei cittadini».

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Bergamo

In un lungo comunicato, la segreteria provinciale del Conapo, sindacato autonomo dei vigili del fuoco, ha denunciato una «grave carenza di organico» che sta portando «all’impiego sistematico ed ordinario di squadre di soccorso composte da soli quattro o perfino tre operatori», con conseguente «aumento dei rischi per l’incolumità del personale e dei cittadini».

La denuncia del sindacato

La normativa, spiega il sindacato, «stabilisce in modo inequivocabile che la “squadra tipo attrezzata per l’effettuazione della generalità degli interventi di soccorso” è composta da cinque unità. L’impiego di squadre a quattro o tre unità per la generalità dei soccorsi stravolge la ratio dell’Art. 66, che deroga a numeri inferiori solo per la cosiddetta “partenza ridotta”, destinata esclusivamente a particolari e limitate tipologie d’intervento e non certo al soccorso tecnico urgente generico o complesso». Lo stesso regolamento, prosegue la nota, impone al personale di adottare tecniche operative finalizzate anche alla salvaguardia dell’incolumità propria e degli altri soccorritori: «un’incompatibilità evidente», denuncia il sindacato. «Le tecniche operative standard sono progettate, ed il conseguente addestramento è codificato, per una squadra di cinque operatori».

«A Bergamo mancano 75 unità»

«Allo stato attuale - prosegue il Conapo - al Comando dei vigili del fuoco di Bergamo mancano 75 unità: operare in quattro o in tre di fronte a scenari complessi, come incendi di abitazione, incidenti stradali con incastrati, interventi in ambienti confinati o a rischio evolutivo, significa spezzare la catena di sicurezza. Viene a mancare la figura di protezione/riserva all’esterno, indispensabile per il soccorso immediato ai colleghi che entrano in ambienti ad alto rischio, si fondono o sovrappongono ruoli operativi incompatibili, si costringono i soccorritori a una scelta inaccettabile di fronte al pericolo imminente per la vita umana: il personale non può e non vuole tirarsi indietro, ma viene costretto ad operare in condizioni di totale ed esposta insicurezza».

Il sindacato lancia un appello a onorevoli e senatori bergamaschi, per chiedere ai vertici del Dipartimento dei vigili del fuoco che «vengano inviate risorse di ore di lavoro straordinario o personale in numero sufficiente per garantire gli stessi standard di soccorso pubblico della restante parte d’Italia».

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