Addio a monsignor Carmelo Pelaratti. L’ultimo saluto lunedì a Rota Imagna

LA SCOMPARSA. Il prete paradisino è scomparso a 87 anni, dal 2001 aveva guidato la parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Valtesse, mentre nel 2011 si era ritirato per limiti di età a Celadina.

La sua vita sacerdotale è stata intensa, vissuta come prete paradisino in parrocchie di frontiera in cinque diocesi. È morto l’altra sera, all’Humanitas Gavazzeni, monsignor Carmelo Pelaratti, già parroco di Sant’Antonio di Padova in Valtesse. Aveva 87 anni. Era nato il 14 luglio 1936 a Rota Fuori in una famiglia poverissima, dove il padre era emigrato in Somalia come operaio. Il 18 ottobre 1948 giunge nell’allora Seminario di Clusone con una valigia strapiena e un materasso. Poi la Teologia nel Seminario diocesano e l’entrata nella comunità missionaria del Paradiso. Nel 1958 incontra alla Cornabusa il cardinale Angelo Roncalli, futuro Papa, che gli dice: «Hai una faccia da furbo valdimagnino». Dopo l’ordinazione sacerdotale (27 maggio 1961) come prete paradisino viene inviato a Bibbiena, diocesi di Arezzo, come coadiutore e poi parroco di Gressa con l’incarico di seguire l’oratorio, un collegio di studenti, due scuole e un piccolo ospedale. Fa anche il muratore e, su richiesta del sindaco, l’autista del carro funebre per trasportare i defunti dell’ospedale ai loro paesi. Nel 1964 diviene parroco di Santa Francesca nella diocesi di Veroli-Frosinone, retta dal vescovo bergamasco Luigi Morstabilini, comunità religiosamente e socialmente disastrata, priva di strade carrozzabili e con la canonica senza acqua e bagno.

Da Roma a Valtesse

Nel 1967 passa nella diocesi di Roma come coadiutore parrocchiale e poi parroco di San Basilio e di Santa Maria della Purificazione. Al suo arrivo San Basilio è un ghetto con una brutta nomea. Come ricordava monsignor Pelaratti, la borgata era sorta caoticamente, carente di servizi, con baraccati e case in situazioni sanitarie gravissime e occupate da famiglie, tripli turni nelle scuole, evasione scolastica e delinquenza minorile. Nel 1979 riceve in parrocchia Papa Giovanni Paolo II. Nel 1982 si laurea in Teologia pastorale. Nel 1991 passa a Siena, retta dall’arcivescovo bergamasco Gaetano Bonicelli, diventando direttore del Seminario delle vocazioni adulte, docente, vicario parrocchiale e poi prevosto di Santa Maria Assunta in Poggibonsi. Nel 1999 diviene canonico onorario della Cattedrale senese. Nel 2001 torna a Bergamo come parroco di Sant’Antonio di Padova in Valtesse, comunità chiamata all’onerosa impresa del rinnovamento delle strutture che fino a pochi anni prima erano un convento francescano. Nel 2011 si ritira per limiti di età e va a risiedere a Celadina come collaboratore pastorale, facendosi stimare da tutti. La salma è composta nella chiesa del Patronato. I funerali, presieduti dal vescovo Francesco Beschi, lunedì 31 luglio alle 15 nella chiesa parrocchiale di Rota Imagna.

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