Allerta valanghe, il nivologo: «Poca neve, ma ancora fragile. La nuova scivola sul primo strato»

DA SAPERE. Federico Rota allerta chi va in montagna. «Ma si tratta di una neve che, tecnicamente, non si è trasformata: ha una scarsa coesione, è fragile, farinosa».

Resta marcato (grado 3 su una scala da uno a cinque), il pericolo valanghe sulle Orobie. E questo nonostante la quantità di neve non sia particolarmente tanta, anzi, inferiore alle medie degli ultimi anni. Ciò nonostante il rischio di distacchi - e quindi la necessità di grande prudenza da parte degli scialpinisti - resta alto.

«Si tratta di una neve che, tecnicamente, non si è trasformata: ha una scarsa coesione, è fragile, farinosa. La nuova neve è scesa tardi, a gennaio e febbraio, e non si è amalgamata con quella vecchia»

«Il pericolo maggiore è sui versanti a nord - spiega Federico Rota, nivologo consulente per la Provincia di Bergamo -. Qui è nevicato a novembre ed è rimasta. Ma si tratta di una neve che, tecnicamente, non si è trasformata: ha una scarsa coesione, è fragile, farinosa. La nuova neve è scesa tardi, a gennaio e febbraio, e non si è amalgamata con quella vecchia: è più coesa e forma dei lastroni soffici. Si sono creati così degli strati diversi ed è come avere uno strato di biglie sopra il quale quello nuovo scivola». «Si tratta, peraltro - continua il nivologo di lastroni difficili da individuare visivamente. Mentre quelli formati dal vento, più duri e compatti, si vedono, per questi è più difficile».

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Poca neve, quindi, ma soprattutto sui versanti a nord, e il pericolo valanghe resta marcato. «I versanti a sud - prosegue Rota - sono più puliti, ci sono magari strati più compatti di neve, ma ci possono essere rischi anche qui, magari localizzati». Oggi e la prossima settimana le previsioni meteo indicano ancora possibili nevicate. L’incremento o meno del pericolo valanghe dipenderà dal quantitativo di neve che cadrà al suolo. «Se la quantità sarà considerevole - continua il nivologo - ci potrebbe essere una bonifica, ovvero le valanghe potrebbero scaricarsi spontaneamente». Di fatto sarebbe la situazione migliore. Un quantitativo minore renderebbe la situazione più incerta, lasciando strati di neve ancora «pericolanti» in quota.

Per gli scialpinisti o comunque per chi si avventura fuori dalle piste battute, resta obbligatorio avere a disposizione il kit anti valanga: Artva, sonda e pala, necessari per l’autosoccorso.

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