Alloggi per universitari, a Bergamo le domande doppiano i posti. «Tema prioritario»
I NUMERI. Nel 2025-26 arrivate 507 richieste mentre sono 200 le disponibilità. Il rettore: «Un bisogno anche da parte di professori e ricercatori dall’estero».
Lettura 2 min.Il tema dell’abitare, per l’Università di Bergamo, è in cima alla lista delle priorità. E non solo per gli studenti, ma anche per i professori che provengono dall’estero.
Lo spiega il rettore, Sergio Cavalieri, secondo cui «rappresenta un elemento decisivo per rendere Bergamo una città sempre più attrattiva e accessibile agli studenti fuori sede». Non a caso, la domanda per i posti letti universitari sono sempre più in aumento: «Per l’Anno accademico 2025-2026 abbiamo registrato 507 domande per il servizio abitativo universitario e circa 900 richieste di alloggio tramite la piattaforma Accommodation Service, numeri che confermano una domanda in costante crescita e la necessità di continuare a investire su soluzioni diversificate e sostenibili».
La disponibilità dell’Ateneo
L’Università degli Studi di Bergamo mette attualmente a disposizione 200 posti letto nelle proprie residenze universitarie (in particolare 151 a Bergamo e 49 a Dalmine) ai quali, aggiunge il rettore, «si aggiungono i 1.164 posti pubblicati attraverso il servizio Accommodation Service, uno strumento che negli anni si è consolidato come punto di riferimento per gli studenti e per i proprietari di immobili del territorio».
Ma l’azione dell’Ateneo di Bergamo non si ferma a queste soluzioni «tradizionali», in ogni caso fondamentali. Accanto all’incremento dell’offerta abitativa a disposizione degli studenti iscritti, «continuiamo inoltre a promuovere modelli innovativi di residenzialità diffusa e di welfare di comunità. In questa direzione – evidenzia Cavalieri – si inserisce il progetto Reint2565-Convivenza e reciprocità intergenerazionale tra under 25 e over 65, promosso dal Chl – Centre for Healthy Longevity dell’Università di Bergamo, che favorisce esperienze di coabitazione tra studenti universitari e anziani: un’iniziativa che ha coinvolto 10 studenti nel 2025 e 6 nel 2026, generando relazioni di reciproco supporto e valore sociale», aggiunge il rettore.
L’offerta per i docenti dall’estero
Il tema dell’abitare riguarda oggi in misura crescente anche i processi di internazionalizzazione dell’Ateneo. E si arriva al tema dei professori che arrivano dall’estero: «Le esigenze abitative, infatti, non interessano soltanto gli studenti, ma coinvolgono sempre più visiting professor e researcher provenienti dall’estero, docenti stranieri impegnati nelle attività didattiche dei nostri corsi, PhD student, oltre alle delegazioni di università e centri di ricerca internazionali che visitano il nostro Ateneo nell’ambito delle collaborazioni scientifiche e progettuali – spiega ancora il rettore –. In questo contesto si inserisce anche la rete europea Bauhaus4Eu, che rafforza ulteriormente la dimensione internazionale dell’Università degli Studi di Bergamo e rende sempre più strategica la capacità del territorio di offrire soluzioni di accoglienza adeguate e integrate». In questo senso «ogni anno, in media, l’Ateneo accoglie circa 120 visiting professor e researcher, senza contare le delegazioni in visita». Questo «a conferma di una mobilità internazionale in costante crescita legata alla didattica, alla ricerca e alla cooperazione accademica».
Le prospettive future
L’attenzione dell’Ateneo è naturalmente rivolta anche al futuro. In un quadro in cui la domanda è in continua crescita e l’offerta del mercato libero appare insufficiente, i progetti messi in campo dalle università saranno sempre più decisivi.
«Guardiamo con grande attenzione allo sviluppo del progetto di rigenerazione urbana delle ex caserme Montelungo-Colleoni, che rappresenterà, con i 282 posti letto dello studentato pubblico per il diritto allo studio (Studentato Montelungo) e i circa 170 posti letto della residenza universitaria convenzionata (studentato Colleoni), un passaggio fondamentale per ampliare ulteriormente le opportunità di accoglienza e rafforzare il sistema della residenzialità universitaria cittadina, in linea con la crescita dell’Ateneo, con il rafforzamento della sua vocazione internazionale e con le esigenze delle nuove generazioni». Senza dimenticare che nel 2027 entrerà nel vivo anche la partita della nuova residenza all’interno del maxi complesso di via Statuto, con una capacità di circa 255 posti.
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