Atalanta-Hapoel: partita blindata. Allerta droni: chiuso lo spazio aereo
SICUREZZA. In arrivo personale specializzato in ordine pubblico, antiterrorismo e antiesplosivo. Accordo Prefettura-Enac: già da mercoledì voli vietati sopra lo stadio. Giovedì presidio ProPal in via Pitentino.
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La mattinata di giovedì è iniziata in modo tranquillo sia in centro e in Città Alta. Non si vedono tifosi israeliani nelle strade, perché tendenzialmente girano senza maglie o sciarpe della squadra. Ingente presidio delle forze dell’ordine nei punti più sensibili. É questa la situazione del pre Atalanta-Hapoel Tel Aviv valida per i play-off di Conference League e osservata speciale per quanto riguarda la sicurezza.
(Foto di Beppe Bedolis)
Le procedure di sicurezza pre partita
I tifosi ospiti saranno accolti direttamente allo stadio, filtraggio per impedire l’accesso delle bandiere palestinesi all’interno della New Balance Arena e un livello di sicurezza simile a quello messo in atto in città per altre partite di livello internazionale, come la Nazionale lo scorso marzo, il Borussia Dortmund a febbraio e il Bayern Monaco sempre a marzo. E, dunque, con personale di polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza in arrivo, come supporto, anche da fuori città con agenti e funzionari in assetto da ordine pubblico, ma anche specializzati in antiterrorismo e in antiesplosivo.
Divieto di sorvolo dello stadio
Sono i principali aspetti legati alla sicurezza in vista dei play off di Conference League questa sera allo stadio, dove scenderanno in campo l’Atalanta e la squadra israeliana dell’Hapoel di Tel Aviv. Già tra martedì e mercoledì i vertici delle forze dell’ordine si sono coordinati in diversi incontri in Prefettura e in Questura. In particolare saranno attivati dispositivi per inibire il sorvolo dei droni sopra e attorno allo stadio: mercoledì la Prefettura ha ottenuto da Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, il divieto totale di sorvolo dello spazio aereo sopra la New Balance Arena. Divieto che è scattato già nel pomeriggio di mercoledì e che perdurerà fino al termine dell’incontro di oggi e al successivo svuotamento dello stadio da parte dei tifosi nerazzurri e ospiti. Nel mirino c’è proprio la necessità di impedire il sorvolo da parte di droni di nessun tipo nell’area dello stadio, per evidenti motivi di sicurezza.
A Bergamo mille tifosi israeliani
In città sono attesi circa mille tifosi israeliani, che saranno scortati direttamente alla Curva Sud della New Balance Arena per il fischio d’inizio programmato alle 20.30. Mercoledì si era parlato di un iniziale raduno al Campo Utili, opzione poi sostituita da un più efficace trasferimento diretto allo stadio. In una nota l’Atalanta invita «tutti i tifosi che assisteranno all’incontro ad arrivare per tempo allo stadio, così da evitare code e attese agli ingressi. Il consiglio è quindi di raggiungere lo stadio con il necessario anticipo, sia per vivere al meglio l’attesa della partita, sia per favorire un accesso più rapido e agevole per tutti». I cancelli saranno aperti dalle 18.30.
Il presidio di Rete Bergamo per la Palestina
Solo mezz’ora prima, alle 18 in via Pitentino, la «Rete Bergamo per la Palestina» ha organizzato un presidio all’insegna degli slogan «No alla partita della vergogna» e «Show Hapoel the red card» («Mostra il cartellino rosso all’Hapoel»), cui ha annunciato l’adesione anche «Usb Bergamo»: «Di fronte al genocidio in atto in Palestina non c’è spazio per la neutralità – scrive la Rete –. Il sionismo ha massacrato quasi 600 sportivi e dirigenti palestinesi, radendo al suolo gli impianti e negando ogni diritto elementare. Impedire il match tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv significa rifiutare di sdoganare la pulizia etnica e le politiche coloniali israeliane. Lo sport non può essere la copertura per i crimini di un regime genocida».
Dichiarazioni che fanno seguito alle richieste alla Uefa, piovute a livello internazionale, di estromettere tutte le società israeliane dalle competizioni sportive, anche se, nel caso dell’Hapoel, va detto che il club è legato alla frangia antinazionalista di Israele. A ogni modo, stasera alla New Balance Arena i controlli di filtraggio agli ingressi serviranno anche a impedire che vengano introdotte bandiere palestinesi.
La scritta «Boycott Israel» sullo stadio
Intanto mercoledì sulle pareti esterne dello stadio è stata proiettata la scritta luminosa «Boycott Israel»: un’iniziativa rivendicata dall’«Equipaggio di terra di Bergamo» della Global Sumud Flotilla: «Si può assistere a una partita di calcio, non a un genocidio – spiegano –. Il boicottaggio di Israele non è più un’opzione politica tra le altre: è una necessità umanitaria, un dovere morale verso il popolo palestinese, che sta pagando con la vita il silenzio e la complicità internazionale. Abbiamo illuminato le pareti dello stadio per accendere un riflettore su uno Stato che, sotto gli occhi del mondo, è accusato di un genocidio a Gaza e un’occupazione militare sempre più violenta in Cisgiordania. Ogni partita di calcio favorisce la normalizzazione della violenza, ogni accordo commerciale è complicità. Non si costruisce cooperazione con chi bombarda ospedali, scuole e campi profughi. Bergamo non può essere complice».
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