Bergamo, al via demolizioni e bonifica all’ex Reggiani

I LAVORI. La prima «pinzata» per la messa in sicurezza nell’area a nord di proprietà della Crs: «Edifici pericolosi». Sui 50mila mq sorgerà la nuova sede del gruppo firmata da Tadao Ando. Vanno avanti le interlocuzioni col Comune.

Qualcosa si muove nel complesso dell’ex Reggiani. Sui profili social della Crs Impianti e Costruzioni spa è apparso sabato 24 gennaio un video dove viene immortalata la prima «pinzata», eseguita martedì 20 dai mezzi impegnati nei lavori di demolizione per la messa in sicurezza della ex fabbrica. Un momento definito «simbolico», che sancisce «un inizio reale» per l’azienda leader nel settore delle costruzioni e degli impianti tecnologici, che lo scorso dicembre ha ufficializzato l’acquisto della parte nord dell’ex Reggiani Macchine. Dove ora sono all’opera le ruspe, sorgerà in futuro - su circa 50mila metri quadri di spazio - la nuova sede del Gruppo, con un progetto firmato da Tadao Ando, virtuoso dell’architettura contemporanea. Il sito nel quartiere di Redona, da oltre 100mila metri quadrati, verrà interamente riqualificato, dato che anche l’area sud, lo scorso settembre, è passata nelle mani di un altro privato, il Gruppo Manzi. Con l’inizio delle demolizioni dei fabbricati nell’area nord, di proprietà dell’azienda guidata da Andrea e Stefano Civettini, viene posata la prima pietra di un lungo processo di riqualificazione.

Il confronto con il Comune

L’assessore alla Rigenerazione urbana e all’edilizia privata del comune, Francesco Valesini, specifica però come «dalla demolizione dei fabbricati, per cui si può chiedere un’autorizzazione specifica, non parta automaticamente la costruzione del progetto nuovo». Sul progetto complessivo il Comune di Bergamo «si sta ancora confrontando con le due proprietà - Crs per l’area nord e Manzi per l’area sud - sui contenuti del masterplan, dai dettagli urbanistici agli standard da riconoscere, fino al quadro economico dell’operazione». Il tavolo con le due aziende proprietarie, sottolinea Valesini, «sta andando ancora avanti. Considerate le interlocuzioni con la nostra amministrazione, ora la palla è nel loro campo: dovranno elaborare un masterplan complessivo dell’area industriale, da formalizzare attraverso la sottoscrizione di una convenzione quadro urbanistica, in cui vengono definiti tutti i dettagli fondamentali per ottenere i singoli titoli edilizi, ossia i permessi che servono per realizzare l’opera». Come da accordi con Palafrizzoni, la riqualificazione dovrà portare a insediare - oltre alla sede del gruppo Crs - funzioni di servizio nell’edificio storico dell’architetto Bergonzo, lotti residenziali nella porzione meridionale e nuovi parcheggi adeguati alle necessità della zona, anche in relazione al passaggio della nuova linea Teb della Valle Brembana. Sono previste inoltre nuove aree verdi, pubbliche e private, che da sempre hanno caratterizzato, soprattutto nell’area nord, l’ex complesso industriale.

«Demolizioni necessarie per sicurezza»

Lato proprietà, l’imprenditore e fondatore della Crs spa, Stefano Civettini, afferma che i lavori di demolizione si sono resi necessari «per le condizioni molto critiche di alcuni padiglioni ed edifici. Stiamo mettendo in sicurezza e pulendo la nostra area, abbandonata da più di 20 anni». E sebbene i contorni temporali dell’operazione siano ancora incerti, Civettini vuole sottolineare «l’estrema collaborazione del Comune di Bergamo, che sta fornendo un grande supporto nelle opere di bonifica e con tutti gli enti». Il recupero dell’ex Reggiani, la seconda area dismessa per dimensione di Bergamo e spesso teatro di vandalismi, rientra nel quadro di rigenerazione urbana che solo nell’ultimo anno e mezzo ha interessato altre aree dismesse e abbandonate della città, come l’ex Sace e l’ex Migliavacca di via Baioni.

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