Bergamo, approfittano di un anziano fragile e gli fanno vendere la villa: due indagati

IL CASO. Secondo gli investigatori, l’uomo sarebbe stato indotto a vendere una villa con terreno a un prezzo pari a circa un terzo del valore di mercato. Sequestrati l’immobile e un rapporto bancario collegato a una carta prepagata intestata alla vittima, usata per spese di quasi 10 mila euro.

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Bergamo

Due persone residenti nel Milanese sono indagate per circonvenzione di persona incapace. Secondo la Guardia di Finanza di Bergamo avrebbero approfittato delle condizioni di salute di un anziano medico, inducendolo a vendere un immobile a un prezzo molto inferiore al valore di mercato e utilizzando poi una carta prepagata a lui intestata.

L’indagine partita dalla richiesta di un amministratore di sostegno

Un anziano medico di origini straniere, residente in provincia di Bergamo e affetto da una grave compromissione delle capacità cognitive e fisiche, sarebbe stato vittima di un presunto sfruttamento patrimoniale.

La vicenda è stata ricostruita dai militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo nell’ambito di un’attività investigativa finalizzata alla tutela delle persone più vulnerabili. L’indagine ha preso avvio dopo il ricorso presentato dal Comune di residenza per la nomina, da parte del Tribunale di Bergamo, di un amministratore di sostegno in favore dell’anziano, ormai non più autosufficiente.
Gli accertamenti svolti nella procedura civilistica hanno fatto emergere elementi di possibile rilevanza penale. Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, gli approfondimenti sono stati affidati ai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria.

La vendita della villa a un terzo del valore

Approfittando delle sue condizioni di fragilità, lo avrebbero indotto a vendere la propria villa con terreno, situata in provincia di Bergamo, a un prezzo notevolmente inferiore al reale valore di mercato

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo e una donna residenti in provincia di Milano sarebbero entrati in contatto con l’anziano nel corso del 2025. Approfittando delle sue condizioni di fragilità, lo avrebbero indotto a vendere la propria villa con terreno, situata in provincia di Bergamo, a un prezzo notevolmente inferiore al reale valore di mercato.

Nel dicembre 2025 i due lo avrebbero accompagnato in uno studio notarile della provincia di Milano, dove è stato stipulato l’atto di compravendita dell’immobile per 75 mila euro. Il valore commerciale stimato della proprietà sarebbe stato invece di circa 225 mila euro: tre volte tanto rispetto al prezzo di vendita.

Pochi giorni dopo la stipula dell’atto, l’anziano si è trasferito nel Regno Unito, dove risiedono alcuni familiari. Nei primi mesi del 2026, a seguito dell’aggravarsi delle condizioni di salute, è stato ricoverato in una struttura sanitaria specializzata nella cura delle patologie neurodegenerative.

Approfittando dell’assenza della vittima, ricoverata nel Regno Unito, avrebbero continuato a utilizzare la carta nel corso del 2026 per effettuare acquisti in esercizi commerciali della provincia di Milano

Spese con la carta prepagata per quasi 10 mila euro

Il prosieguo delle indagini, sviluppate anche attraverso accertamenti bancari, ha permesso di ricostruire ulteriori presunte condotte a carico dei due indagati. Oltre all’illecito impossessamento dell’immobile, i due si sarebbero fatti consegnare somme di denaro e una carta prepagata intestata all’anziano. Approfittando dell’assenza della vittima, ricoverata nel Regno Unito, avrebbero continuato a utilizzare la carta nel corso del 2026 per effettuare acquisti in esercizi commerciali della provincia di Milano.
Le spese documentate ammonterebbero a quasi 10 mila euro e sarebbero state effettuate esclusivamente nel territorio milanese, anche durante il periodo di ricovero dell’anziano.

Sequestro preventivo e perquisizioni

Secondo la Guardia di Finanza e la Procura di Bergamo, i fatti contestati si inserirebbero in un più ampio contesto di sistematico sfruttamento di una persona incapace di provvedere autonomamente alla tutela dei propri interessi patrimoniali.

Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha contestato ai due indagati il reato di circonvenzione di persona incapace. È stato quindi disposto il sequestro preventivo d’urgenza dell’immobile e del rapporto bancario riconducibile alla carta prepagata, fino alla concorrenza del profitto ritenuto indebitamente conseguito. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Nel corso delle perquisizioni eseguite nei giorni scorsi in provincia di Milano, i finanzieri hanno inoltre rinvenuto, nella disponibilità dei due indagati, la carta prepagata intestata all’anziano medico.

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