Bergamo, lo stop del bollo auto vale 75 milioni

L’ANALISI. È la stima del risparmio per i proprietari dei circa 500mila veicoli interessati dal provvedimento del governo. Mediamente evitata una spesa di 163 euro. I Consumatori: effetti vanificati dalla stangata sui carburanti.

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Il conto esatto lo si saprà solo alla prova dei fatti. Però, un ordine di grandezza c’è: 500mila veicoli, circa il 70% del totale. Potrebbero essere questi i beneficiari dello stop al bollo auto (e bollo moto) in provincia di Bergamo nel 2027, sulla base degli ultimi dati censiti dall’Aci sulla consistenza del patrimonio a due e quattro ruote.

La svolta è arrivata dal Consiglio dei ministri di mercoledì (ma la Ue ora vuole vederci chiaro), che ha varato un decreto per cancellare, il prossimo anno, la tassa di circolazione. Non è un addio tout court, almeno stando alla prima formulazione del provvedimento: il decreto, spiega infatti la sintesi dell’esecutivo, introduce per il 2027 («nella prospettiva di una successiva abolizione a regime del tributo») l’esenzione del pagamento per «un veicolo» di potenza non superiore agli 80 kW. E «quando la persona possiede più veicoli agevolabili, l’esenzione si applica a quello di potenza minore». Chi invece «non possiede autovetture rientranti nei limiti indicati, può fruire dell’esenzione per un motociclo o un ciclomotore».

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La platea

L’ultima fotografia dell’Aci, aggiornata al 31 dicembre 2025, rendiconta in Bergamasca un totale di 734.764 autovetture. L’Automobile club tratteggia poi una suddivisione per classe di potenza, lo stesso criterio adottato dal governo. In Bergamasca sono 508.814 quelle fino a 85 kW, il dato fornito dall’Aci: siccome lo sgravio vale sino agli 80 kW, la platea beneficiaria sarà leggermente più bassa, verosimilmente – facendo un calcolo sui diversi scaglioni disaggregati – almeno 460mila. È un bacino ovviamente teorico, perché è probabile – se non certo – che tra questi ci siano anche dei cittadini che hanno intestate più auto: in tale evenienza, l’agevolazione riguarderà solo quella con la potenza più bassa (a cui tipicamente corrisponde un bollo d’importo inferiore).

C’è però un’altra categoria da prendere in considerazione: in terra orobica ci sono anche 147mila motocicli, e nessuno di questi dovrà più versare il tributo il prossimo anno. Però, è facile immaginare che molte di queste moto e scooter appartengano a una persona che è proprietaria anche di un’auto: in quel caso lo sconto riguarderà l’auto, mentre per la due ruote si continuerà a versare il balzello.

Complessivamente, incrociando le diverse tipologie di veicoli, si può ipotizzare che gli esenti in Bergamasca saranno all’incirca 500mila. La previsione non si discosta di molto dal calcolo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, secondo cui l’insieme dei veicoli esentati in tutta la Lombardia equivale a poco meno di 5,2 milioni di unità. E calcolando che la Bergamasca vale suppergiù un decimo del totale regionale, ecco che ci si muove su una lunghezza d’onda comparabile.

Facile.it, noto comparatore online di pratiche per le automobili, stima che mediamente in Lombardia il risparmio medio per singolo proprietario sarà di 163,50 euro

I conti

Quanto vale, in soldoni, questa misura? Facile.it, noto comparatore online di pratiche per le automobili, stima che mediamente in Lombardia il risparmio medio per singolo proprietario sarà di 163,50 euro: è questo, stando al portale, l’importo medio del bollo di un’utilitaria di potenza inferiore agli 80 kW; per le due ruote, invece, i costi sono decisamente più contenuti e s’aggirano sui 20 euro. Nella sola Bergamasca, dunque, il «regalo» potrebbe valere almeno 75 milioni di euro.

La stangata sui carburanti

L’ascesa dei carburanti sembra non fermarsi: su scala locale, il prezzo medio del gasolio self-service ha toccato quota 2,297 euro al litro e la benzina si attesta a 2,147

Giunge a una conclusione diversa, invece, l’Unione nazionale consumatori. Perché? Perché l’associazione mette a rapporto due grandezze «ufficiali»: secondo il ministero in Italia i veicoli esentabili sono 24,6 milioni, mentre lo stanziamento del decreto è pari a 2,3 miliardi di euro; così facendo, risulterebbe un risparmio di 93,20 euro a persona. «Ma il punto vero, è che 93,20 euro sono una stangata ben inferiore a quella che il caro carburante ha finora prodotto sulle tasche degli automobilisti», segnala Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori: «Se utilizziamo le medie mensili del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, da marzo ad agosto, nonostante gli sconti del governo, facendo il confronto con i prezzi pre-crisi di febbraio, la batosta è stata pari a 108 euro per una vettura a benzina e 164 per una diesel. Una cifra che andrebbe, quindi, raddoppiata se la si vuole confrontare con il bollo auto, che è su base annua». E l’ascesa dei carburanti sembra non fermarsi: su scala locale, il prezzo medio del gasolio self-service ha toccato quota 2,297 euro al litro e la benzina si attesta a 2,147.

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