Bergamo, nell’ex Reggiani nuovo auditorium da trecento posti

IL PROGETTO. Nell’area di 50mila mq la nuova sede di Crs. Civettini: «L’obiettivo è finire i lavori per il 2029». A luglio nuovi sopralluoghi degli architetti giapponesi.

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Circa 300 metri di tunnel sotterranei che collegano gli edifici storici del comparto industriale dismesso da quasi 20 anni, ma anche un pozzo costruito oltre mezzo secolo fa dal Politecnico di Milano per monitorare la falda di Bergamo. Sono alcuni degli elementi più curiosi e affascinanti che stanno riaffiorando nell’area dell’ex Reggiani, in via Legrenzi in zona stadio, in uno dei più vasti comparti industriali dismessi della città, oggi al centro di un ambizioso progetto di rigenerazione urbana.

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Il maxi progetto

Scoperte che raccontano una storia fatta di lavoro, innovazione e trasformazioni e che restituiscono uno sguardo inedito su un luogo rimasto per anni sospeso tra memoria e abbandono, segnato da vandalismi, incendi dolosi e accessi abusivi. Qui, in una superficie di oltre 50mila metri quadri acquistata a fine 2025, l’azienda Crs Impianti di Gorle ha recentemente avviato i lavori propedeutici alla realizzazione della sua nuova sede: un restyling attento al passato ma proiettato verso il futuro, l’innovazione e la sostenibilità, curato da uno dei più grandi protagonisti dell’architettura contemporanea, ovvero il giapponese Tadao Ando, archistar di fama internazionale, con cui i contatti sono costanti e i cui collaboratori torneranno a Bergamo a luglio.

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Il progetto definitivo non è ancora stato presentato ufficialmente, ma il lavoro procede a stretto contatto con l’amministrazione comunale e con gli enti coinvolti. «È stato istituito un tavolo tecnico tra noi, il proprietario dell’altro lotto e il Comune - spiega Stefano Civettini, amministratore unico di Crs, azienda leader nel settore delle costruzioni e degli impianti tecnologici, guidata col figlio Andrea -. C’è grande collaborazione. L’obiettivo comune è fare le cose bene nel più breve tempo possibile». La convenzione quadro (il materplan) che disciplinerà il futuro dell’intero comparto, distinguendo le aree a nord di proprietà Crs da quelle a sud che rimarranno al gruppo Manzi, potrebbe arrivare «dopo l’estate», definendo anche le ricadute sul territorio, a partire dalla nuova viabilità. «A quel punto verrà presentato ufficialmente anche il nostro progetto - sottolinea Civettini -. Nel frattempo abbiamo la manutenzione dell’edificio a shed progettato da Alziro Bergonzo e la messa in sicurezza dell’area, oltre che le demolizioni. Sono in corso il rafforzamento delle recinzioni, la predisposizione degli accessi per i fornitori e l’organizzazione del futuro cantiere. L’accelerazione vera e propria è prevista tra settembre e ottobre».

Il cuore del progetto sarà il recupero dei principali edifici storici che verranno preservati e valorizzati nella loro pregevole architettura industriale. Al centro del nuovo complesso, come anticipato da Crs, rimarrà la storica ciminiera alta oltre 50 metri. Verrà valorizzato il pozzo degli Anni Sessanta, per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Mentre sul tetto del magazzino a shed si punta a realizzare un parco fotovoltaico e, al centro della sede, un edificio circolare destinato agli uffici, con uno specchio d’acqua centrale che fungerà anche da vasca antincendi. Ma uno degli aspetti più interessanti è quello relativo alla ex centrale termica, dove verrà ricavato un auditorium e, sotto, spazi per la produzione: «Era il cuore pulsante dello stabilimento, garantiva energia, per noi rappresenta anche il nostro mestiere, il nostro core business. Per questo vogliamo che torni a essere centrale anche nel nuovo progetto. All’interno sorgerà una grande sala conferenze da circa 300 posti. Attraverso una convenzione con il Comune metteremo l’auditorium a disposizione dell’amministrazione, gratuitamente, per eventi e iniziative pubbliche. Vogliamo creare un luogo che possa essere vissuto anche dalla comunità. Stiamo lavorando per garantire una corretta restituzione al territorio. I parcheggi rappresentano un nodo fondamentale per tutta l’area intorno allo stadio. Da parte nostra c’è grande attenzione anche al verde e alle bonifiche ambientali».

Secondo il cronoprogramma ipotizzato da Crs «una volta sottoscritta la convenzione serviranno circa due anni di lavori per completare l’intervento, con l’obiettivo di arrivare al traguardo nel 2029». Nel frattempo l’area è già stata dotata di «illuminazione permanente, videosorveglianza con circa 40 telecamere e vigilanza attiva 24 ore su 24», primi passi verso la rinascita di questo simbolo della gloriosa tradizione industriale orobica.

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