Bimbo affidato alla Culla per la Vita: Pietro è il nome del primo soccorritore
IL RETROSCENA. Ecco il perché della scelta del nome per il piccolo ritrovato nella Culla per la Vita.
Ma perché proprio Pietro? È la domanda che si stanno ponendo un po’ tutti da quando è stato reso noto che il neonato affidato domenica mattina alla «Culla per la Vita» della Croce Rossa a Loreto è stato chiamato con questo bellissimo nome. Attorno a lui c’è il massimo riserbo, questo per tutelare in primis questa vita indifesa e poi anche chi si sta prodigando, giorno e notte, per aiutarlo in questi primi giorni della sua vita, che Pietro sta inevitabilmente trascorrendo senza avere vicino la mamma.
Il motivo del nome Pietro
Trapela però quella che sarebbe la motivazione della scelta del nome: si chiama Pietro anche il primo soccorritore che, domenica mattina, ha aperto lo sportello della «Culla per la Vita» davanti alla Croce Rossa e ha preso in braccio il fagottino dentro il quale la mamma lo aveva lasciato, con accanto le poche righe scritte a mano su un foglio di quaderno a quadretti: «Ti auguro una vita piena di gioia e di serenità, che in questo momento non ti possiamo dare. Ma sei stato tanto amato. Ti amo tantissimo». Appena poggiato sulla culla all’interno della cabina climatizzata, è scattato l’alert collegato con la centrale del 118 e, in meno di un minuto, alla «Culla» – nel frattempo «in diretta» con la stessa centrale operativa dei soccorritori grazie a una telecamera che volutamente è puntata sulla culla e non sulla finestrella – è arrivato l’equipaggio formato dal personale della Croce Rossa stessa – due uomini e una donna – e il primo a prendere in braccio il neonato in quel momento senza nome si chiamava per l’appunto Pietro .
(Foto di Beppe Bedolis)
Visto che questo abbraccio ha rappresentato l’inizio della nuova vita per il piccolo – così devono aver ragionato poi in reparto, anche se si tratta di supposizioni visto che, come detto, il riserbo è totale – gli è stato dato proprio questo nome. Nome che resta comunque provvisorio: qualora la madre dovesse cambiare idea e presentarsi per riconoscere il piccolo entro i dieci giorni consentiti dalla legge, potrebbe dargli il nome che preferisce.
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