Caldo, cala la pressione sui Pronto Soccorso ma toccati i livelli del 2022
LA CALDA ESTATE. In città lunedì 35 gradi. In lieve flessione le chiamate ai numeri di emergenza e gli accessi diretti. L’assessore Bertolaso: «Non abbassiamo la guardia». Le previsioni per questi giorni.
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Dopo il fine settimana più infuocato, il peggio sembra alle spalle. Basta mettere insieme gli indizi: il rallentamento delle chiamate ai numeri d’emergenza e degli accessi in Pronto soccorso, le temperature in tenue ribasso, le previsioni incoraggianti. Certo, rimane l’onda lunga di un caldo record per il mese di giugno: «Abbiamo già registrato un numero di chiamate e di accessi ai Ps pari a quello di fine luglio 2022», spiega infatti Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, tracciando il paragone con una delle bolle tropicali più intense di sempre. Però, appunto, qui la cappa ha iniziato a smorzarsi, complice il rovescio della notte tra domenica e lunedì. Tant’è che alla Soreu delle Alpi – la centrale dell’emergenza-urgenza sanitaria con sede al «Papa Giovanni» e competente sulle province di Bergamo, Brescia e Sondrio – le chiamate per la necessità mediche viaggiavano a un volume del 2% inferiore rispetto al lunedì precedente; analogamente, dopo un effettivo rialzo nel weekend, il 29 giugno gli ospedali bergamaschi segnalavano un progressivo allentamento della pressione. Ovviamente l’assestamento è graduale, come spiegano dall’Asst Papa Giovanni tracciando il bilancio di quanto accaduto tra il fine settimana e la mattinata di lunedì 29 giugno: in particolare, al Pronto soccorso di Bergamo tra il fine settimana e lunedì mattina «circa il 10% degli accessi in più rispetto alla media è stato riconducibile ai sintomi da caldo, prevalentemente stati di disidratazione che hanno riguardato sia persone anziane sia più giovani. La situazione è monitorata con attenzione dal personale dell’Asst, che invita in particolare le persone con patologie croniche o in terapia con farmaci diuretici a prestare maggiore attenzione all’idratazione e alle temperature nelle ore più calde della giornata».
Per Bertolaso, «nonostante la forte affluenza il sistema dell’emergenza-urgenza ha superato la prova e la rete ha retto molto bene: non si sono verificati ritardi significativi nei soccorsi grazie anche al dispositivo che abbiamo approntato e che ha visto in campo un numero maggiore di uomini e mezzi. Nei pronto soccorso si è inevitabilmente registrata qualche attesa in più, necessaria per garantire la priorità ai codici rossi. Il mio ringraziamento va a tutto il personale». E se è vero che «stiamo superando l’emergenza afa», per l’ex capo della Protezione civile «non dobbiamo abbassare la guardia. Questi sono i trend climatici ai quali dobbiamo abituarci».
I dati in tempo reale dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, lunedì 29 giugno in Bergamasca hanno rilevato un massimo di 37,2 gradi attorno alle 15,40 nella centralina di Mornico al Serio, mentre nel capoluogo ci si è spinti sino ai 35 gradi; si boccheggia pure in valle, Brembilla ha toccato i 34,4 gradi. Si tratta di valori in flebile contrazione dopo l’escalation di domenica, quando sempre il sensore di Mornico aveva sfiorato i 39 gradi e in città si stazionava sui 36: «Il peggio ce lo siamo temporaneamente lasciati alle spalle», osserva Daniele Berlusconi, meteorologo di 3bmeteo, annunciando nuovi possibili temporali, prima sulle Orobie e poi in pianura. Martedì 30 giugno sono comunque attese punte di 34-35 gradi, «temperature ben oltre la media stagionale», mentre il cambio più tangibile avverrà mercoledì: «Transiterà un fronte atlantico da Nord Ovest – approfondisce Berlusconi – e porterà temporali diffusi, a partire dal primo pomeriggio anche con la possibilità di grandinate, a cui seguirà un’aria più secca e fredda. Sentiremo il cambio della massa d’aria e staremo decisamente meglio: le massime raggiungeranno ancora i 30 gradi, ma con tassi di umidità più bassi che le renderanno meno fastidiose. Caleranno soprattutto le minime, restando sotto i 20 gradi: questo potrebbe fare la differenza, perché l’ondata è stata caratterizzata in particolare da temperature minime elevate, che anche la notte non scendevano sotto i 25 gradi».
Dovrebbe giovarne anche la qualità dell’aria: l’ozono, il tipico inquinante estivo, in città ha sforato ininterrottamente la «soglia di informazione» tra giovedì e domenica (valore massimo di 204 microgrammi per metro cubo d’aria, la soglia è fissata a quota 180), mentre ieri i dati ancora parziali suggerivano un rientro nella norma.
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