Cantieri, via all’ordinanza. Stop nelle ore più roventi: «Turni prima al mattino»

L’ONDATA DI CALDO. In città lavori all’aperto fermi dalle 12.30 alle 16 almeno fino a mercoledì per edilizia e agricoltura. Ance ai Comuni: deroghe agli orari.

Lettura 3 min.

«Livello di rischio: alto». Il messaggio è apparso sulla piattaforma «Worklimate», il portale sviluppato dall’Inail e dal Cnr per monitorare i rischi professionali dell’esposizione prolungata al sole: e così, sulla scorta di quel responso, ieri, oggi e almeno fino a domani a Bergamo sono in vigore gli effetti dell’ordinanza anti-caldo, il provvedimento adottato dalla Regione per chi lavora all’aperto nell’edilizia, nelle cave e nelle aziende agricole e florovivaistiche.

Gli orari di stop

Più nel dettaglio, dalle 12.30 alle 16 occorrerà bloccare le attività, a meno che si tratti di opere «urgenti e di pubblica utilità» (che potranno proseguire adottando opportune cautele). È il primo impatto dell’ondata di afa che ha ingabbiato anche la Bergamasca. Anche se, in realtà, lo stop ai cantieri e affini è a macchia di leopardo: la valutazione è calibrata Comune per Comune, e ad esempio – sempre secondo l’algoritmo di «Worklimate», che tiene conto di un modello meteorologico che determina le conseguenze del caldo sulla salute – in Val Seriana e in Val Brembana il rischio è classificato come «moderato» e quindi si può lavorare, mentre nella pianura il rischio è «alto» e quindi ci si ferma.

Le eccezioni

Se invece si tratta di operazioni edili al chiuso, si può procedere con le dovute precauzioni, come quelle presenti nel «Dvr» (il documento di valutazione del rischio) di ciascuna ditta. Nota a margine, considerando la «mobilità» delle imprese bergamasche bisogna tenere in considerazione anche quel che succede fuori dai confini orobici: tra le città a «rischio alto», dunque soggette alle restrizioni, ci sono Milano, Brescia e Monza. Oggi si conoscerà la previsione per giovedì, e così via nei giorni a seguire (al netto di cambiamenti meteorologici che possono portare a variazioni sulla stima di rischio). «La sensibilità sul tema è forte – spiega Renato Guatterini, presidente di Ance Bergamo, l’associazione dei costruttori edili –. Abbiamo preso confidenza con il sistema “Workclimate” e abbiamo adeguato le nostre attività a quanto prescritto dall’ordinanza».

Ance: turni da ridefinire

Certo, la sospensione dalle 12.30 alle 16 impone una rimodulazione non semplice: non è fattibile che un muratore, avendo iniziato al mattino, poi «stacchi» per tre ore e mezza e poi riprenda dopo le 16, finendo teoricamente alcune ore più tardi del solito. In quei casi occorre ridefinire i turni, ma più in generale è l’«orologio» a guidare alcune scelte: «Una soluzione per tutelare i lavoratori – rimarca Guatterini – è quella di cominciare più presto al mattino. Perché ciò sia possibile, auspichiamo che tutte le amministrazioni locali si mostrino disponibili a concedere delle deroghe sugli orari».

I Comuni, infatti, hanno una disciplina che fissa delle fasce orario di rispetto della quiete: occorrerebbe quindi introdurre delle deroghe almeno per l’estate. La Regione, pur senza disciplinare questo aspetto, ha «raccomandato» ai Comuni di considerare dei provvedimenti: a tal proposito, ad esempio, sono in corso dei ragionamenti da parte di Palazzo Frizzoni.

Le «sentinelle»

Attraverso una rete ramificata nei cantieri e nelle imprese, i sindacati seguono con solerzia l’evolversi della situazione. «Per ora non sono state segnalate delle criticità – spiega Marco Bonetti, segretario generale della Fillea Cgil Bergamo -. Alcune aziende, al di là dell’ordinanza, stanno adottando diversi accorgimenti: aumentare le pause, permettere una maggiore idratazione delle maestranze e favorire i cambi di orario, magari anticipando di mezz’ora o di un’ora i turni quando possibile. L’anno scorso le misure erano arrivata tardi, ma almeno hanno dato una base per farsi trovare più pronti quest’anno». Un elemento positivo, rispetto alle ricadute economiche, è che «finora nessuna azienda ha attivato o chiesto la possibilità di attivare ammortizzatori sociali», spiega Bonetti: vuol dire, in altri termini, che la sospensione parziale dei cantieri non pregiudica la «tenuta» finanziaria. Chiaramente, però, la morsa del caldo non è limitata solo tra le 12,30 e le 16.

Già dal mattino la temperatura è rovente, la fatica tanta: «Si sente pesantemente – conferma Luca Legramanti, segretario generale della Filca Cisl Bergamo -, ne abbiamo percezione da ciò che ci raccontano i lavoratori e facendo i sopralluoghi sui cantieri. Monitoriamo con attenzione il rispetto delle norme, ne va della salute e della sicurezza. Stiamo sensibilizzando le aziende anche tramite gli enti bilaterali, per raggiungere tutte le realtà di un settore che è molto capillare e diffuso».

Per Giuseppe Mancin, segretario generale della Feneal Uil Bergamo, «al momento non si riscontrano particolari problemi sull’applicazione dell’ordinanza. Da alcuni iscritti abbiamo avuto conferma della corretta applicazione delle norme, in alcuni casi è stato comunicato di rimanere a casa con una sospensione totale delle attività». Anche i sindacati insistono sulla necessità di una cornice chiara in materia di orari: «Abbiamo sollecitato l’apertura di un tavolo tra tutte le parti – aggiunge Mancin – per permettere di anticipare l’avvio dei cantieri. Iniziare prima e finire prima è la soluzione più fattibile: non si può pensare che un operaio stia tre ore e mezza fermo ad aspettare di poter riprendere il proprio lavoro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA