Capi e accessori contraffatti dell’Atalanta, maxi sequestro fuori dallo stadio

L’operazione Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio, i militari del Comando Provinciale di Bergamo della Guardia di Finanza hanno recentemente sequestrato circa 800 capi di abbigliamento e accessori sportivi ritenuti contraffatti, riportanti i loghi della Atalanta Bergamasca Calcio.

In particolare, i finanzieri della Tenenza di Grumello del Monte, a seguito di controlli nei pressi dello stadio di Bergamo in occasione di un incontro casalingo della squadra di calcio bergamasca, hanno individuato numerosi capi di abbigliamento e accessori riconducibili alla squadra ma contraffatti: li hanno trovati esposti per la vendita su una bancarella gestita da un cittadino brianzolo, posizionata nel piazzale antistante all’impianto sportivo.

Il sequestro

Il materiale è stato sequestrato e verificato con perizia che ha confermato la merce non autorizzata. Si tratta di 391 sciarpe, 211 magliette, 75 «patches», 94 cuffie e 19 scaldacollo, con i marchi non originali «BGA», «Atalanta 1907», «Atalanta Girl», «Forza Atalanta».

La perquisizione

Il materiale è quindi sotto sequestro e il responsabile è stato deferito alla Procura della Repubblica di Bergamo per i reati di «commercio di prodotti con segni falsi» e di «vendita di prodotti industriali con segni mendaci». La successiva perquisizione presso il domicilio dell’indagato ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro anche due presse a caldo, utilizzate per apporre su prodotti i loghi della squadra orobica.

«L’azione di servizio rientra nell’ormai ampio e consolidato piano di contrasto alla contraffazione - spiega la Guardia di Finanza - quale “moltiplicatore d’illegalità” che, oltre a danneggiare i titolari dei diritti, alimenta i circuiti sommersi del lavoro nero, dell’evasione fiscale, del riciclaggio, del crimine economico organizzato, a testimonianza dell’impegno quotidianamente profuso dai reparti del Corpo a tutela di un mercato sano e competitivo ed al fine di disincentivare l’acquisto di merce falsa che mette a rischio la salute dei consumatori».

© RIPRODUZIONE RISERVATA