Caro gasolio e ambulanze, trasporti sociali a rischio

SOCCORRITORI. Areu dovrebbe rimborsare le maggiori spese per l’emergenza. Ma ci sono anche i servizi extra 118 che pesano sui conti delle associazioni.

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Quando l’emergenza chiama, la sirena scatta e l’ambulanza morde l’asfalto. Davanti c’è solo la strada da percorrere nel minor tempo possibile e la scheda con i dati della missione. Ma un’occhiata al totem dei distributori di carburante sfugge sempre, soprattutto ora che il prezzo medio del diesel ha raggiunto i 2,12 euro al litro. «Speriamo cali, ma oggi a diminuire è sempre e solo il carburante nel serbatoio», racconta con un sorriso amaro Gianluigi Masserini, presidente della Croce Verde di Colzate che, come tutti i colleghi del mondo del 118 e del trasporto sanitario (di Anpas, Fvs, Croce Rossa o altre reti associative) a fine anno dovrà fare i conti con il carburante sempre più salato.

I numeri

Con il listino prezzi alle spalle, l’attenzione torna sul percorso, sul prossimo paziente, sulla prossima missione: 81.266 quelle effettuate nel 2025 in Bergamasca (dati Areu) per l’emergenza urgenza, in crescita del 2,8% rispetto al 2024. Ma ad aumentare è anche la spesa per il gasolio. Prendiamo un’ambulanza standard, con un serbatoio di almeno 80 litri, anche se alcuni allestimenti specifici possono arrivare a 120. Fare il pieno oggi costa circa 170 euro, contro i 136 euro dello scorso anno, quando il prezzo medio era di circa 1,70 euro/litro (il 22% in meno). I conti precisi si potranno fare solo in fase di rendicontazione, ma non servono grandi calcoli per capire come l’aumento del prezzo del carburante, legato al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, impatterà non poco sul servizio offerto al cittadino. Come quello di Padana Emergenza, attiva nelle province di Bergamo, Milano e Varese, che nel 2025 ha percorso oltre 650mila km, 240mila solo in Bergamasca. Tradotto in soldoni, si parla di circa 172mila euro di carburante, considerando un consumo medio di 8 km/l.

Servizi a rischio

L’emergenza-urgenza rappresenta la voce di spesa importante, ma non è la prima preoccupazione. «I servizi 118 – spiega Marco Astori, presidente della Cooperativa Sociale e direttore di Padana Emergenza Sos Odv – sono in convenzione con Areu, le spese vengono riconosciute dall’Agenzia sulla base di costi stimati. In teoria, quella aggiuntiva legata al caro carburante dovrebbe esserci rimborsata». A rischio, invece, sono i servizi i cui costi ricadono direttamente sulle associazioni e sui cittadini: i trasporti sanitari ordinari verso ospedali, case di riposo e altre strutture, gli accompagnamenti per visite, dimissioni ed esami, i servizi programmati (come quelli per i pazienti dializzati), ma anche i servizi sportivi e alle manifestazioni dove è richiesta la presenza di un’ambulanza. Servizi essenziali, che non possono essere interrotti. E allora ci si organizza come si può, lavorando nei margini delle tariffe regionali, delle convenzioni con gli ospedali e le realtà sportive.

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