Cocaina dal Sudamerica e cannabis dalla Spagna: le rotte verso Bergamo

L’ANALISI. In un anno sequestrate 1,3 tonnellate di stupefacenti in provincia. I traffici internazionali via mare nascosti su navi container con carichi leciti.

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Nella Bergamasca circola parecchia droga: lo dimostrano i sequestri e le operazioni delle forze dell’ordine, che però rappresentano soltanto la punta dell’iceberg di un settore della criminalità che frutta milioni di euro l’anno. Un dato su tutti: nel 2024 (il consuntivo del 2025 non è ancora disponibile) a Bergamo e provincia sono state sequestrate 1,3 tonnellate di droga. Il dato statistico emerge dai rapporti della Direzione centrale dei servizi antidroga del ministero dell’Interno. Secondo il quale l’aumento, rispetto al 2023, è stato pari a 145% in più. Ma da dove arriva tutto questo stupefacente? Quali rotte segue per arrivare, attraverso le bande locali – delle quali, di recente, ne è stata mostrata tutta la violenza nei vari raid con mitragliette e kalashnikov a Seriate, San Paolo d’Argon e Cividate, con i conseguenti arresti dei carabinieri – al pusher o al «cavallino» che si occupano dello spaccio al dettaglio?

La mappa del narcotraffico

La mappa del narcotraffico che collega le principali zone di produzione della droga nel mondo con la provincia di Bergamo vede differenze geografiche a seconda della tipologia di stupefacente. La produzione di cocaina avviene quasi esclusivamente in Sud America, nella regione delle Ande, in particolare in Colombia, Perù e Bolivia. Da questi Paesi, in particolare dalla Colombia. Viene portata in Ecuador e Brasile, da dove raggiunge l’Italia viaggiando su navi portacontainer. Dai porti italiani i carichi arrivano poi in Lombardia e a Bergamo.

L’eroina – la cui diffusione, dopo il boom degli Anni Ottanta e il calo tra i Novanta e il primo decennio del nuovo secolo, è ora purtroppo tornata a numeri importanti nella Bergamasca – viene invece prodotta principalmente in Afghanistan e Pakistan e arriva in Lombardia passando dalla Turchia e dai Balcani. La produzione dell’hashish avviene in Marocco e giunge nei nostri territori passando dalla Spagna, dalla Francia e dall’Olanda, viaggiando solitamente su container e camion, ma anche via mare con imbarcazioni veloci.

Ma tra i giovani spopola lo sballo con il gas

Tra i giovani, in particolare nella zona dell’Isola Bergamasca, negli ultimi tempi sta spopolando una nuova droga, quella del palloncino o della risata. Adolescenti e giovanissimi cercano lo sballo facile inalando protossido di azoto dalle bombole in commercio all’ingrosso per l’industria alimentare. «I cittadini ci chiedono di proibirle – dice il sindaco di Bonate Sopra, Matteo Rossi –, ma questi gas non sono inseriti tra gli stupefacenti, per ora». Mani legate quanto a sanzioni, quindi, nonostante da inizio estate la Polizia locale del Corpo intercomunale di Bonate (che unisce sia Bonate Sopra che Bonate Sotto) abbia rinvenuto già una decina di bombole nei parchi. «Ma facciamo sensibilizzazione», tiene a precisare la comandante, Arianna Martinelli.

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