Crisi idrica, in Lombardia manca il 26% d’acqua. «Dal 21 giugno erogazioni ridotte»
IL BOLLETTINO. Sul Tavolo regionale la riduzione concordata dell’acqua disponibile per l’agricoltura.
Lettura 1 min.La pioggia incessante del 2 giugno e quella dei giorni successivi si è fatta sentire: il bollettino delle riserve idriche pubblicato venerdì 12 da Arpa Lombardia, con la situazione al 7 giugno, rivela che le scorte d’acqua nella nostra regione sono attualmente 1.686 milioni di metri cubi di acqua; una settimana prima erano 1.566 milioni. Un balzo che non cancella il deficit idrico (la media del periodo è infatti di 2.292 milioni di metri cubi, manca quindi il 26%), ma che consente di guardare al mese di giugno con più tranquillità, tenuto conto anche del fatto che dopo il 2 giugno ha piovuto nuovamente, ma le ultime precipitazioni saranno conteggiate soltanto fra una settimana.
Venerdì 12 a Milano si è riunito il Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica in agricoltura convocato dagli assessori regionali Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse idriche), e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) che hanno incontrato i rappresentanti del mondo agricolo e dei consorzi di bonifica, i gestori dei grandi laghi, i gestori dei bacini idroelettrici, l’Arpa, l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e i Parchi fluviali.
«Gestire l’acqua con cautela»
«Nel corso dell’incontro – ha dichiarato al termine lo stesso Sertori – abbiamo rilevato il lieve miglioramento del deficit delle riserve idriche grazie alle piogge che hanno consentito di accumulare acqua nei laghi e negli invasi idroelettrici; non dimentichiamo però che il manto nevoso è ormai prossimo all’esaurimento». «Ad oggi - continua Sertori - i grandi laghi sono quasi pieni anche grazie alla gestione parsimoniosa della risorsa idrica attuata negli ultimi mesi che ci permetterà di affrontare il periodo di massima domanda irrigua ma, viste le scarse piogge attese per le prossime settimane, sarà necessario gestire l’acqua con cautela. Le misure di risparmio che abbiamo concordato con il settore agricolo consentiranno di irrigare per un periodo più lungo. Non possiamo affidare il futuro della produzione agroalimentare a un meteo incerto: dobbiamo agire in via preventiva per limitare i rischi».
Erogazioni ridotte dal 21 giugno
Visto l’avvicinarsi del picco della stagione irrigua, i gestori dei laghi e i consorzi di bonifica e irrigazione dovranno far fronte a un’elevata richiesta di acqua, e garantirne un pieno soddisfacimento almeno nella prossima settimana. Poi, considerato che le previsioni del tempo non indicano piogge, il Tavolo ha stabilito, a partire dalla settimana del 21 giugno, una riduzione concordata e gestita dai consorzi, nell’erogazione dell’acqua. «Le decisioni - ha sottolineato Beduschi - sono il risultato di un monitoraggio costante della situazione idrica che ci consente di avere un quadro aggiornato e assumere decisioni condivise. Siamo lontani dalla situazione di grave emergenza vissuta nel 2022, ma il ridotto innevamento invernale e le elevate temperature registrate in queste settimane impongono prudenza. Per questo si è scelto di garantire, in questa fase, la massima disponibilità d’acqua per l’irrigazione dei campi».
La Regione si è impegnata a effettuare un approfondimento con Terna e i produttori idroelettrici per rendere compatibile l’utilizzo dell’acqua immagazzinata nelle dighe tra la produzione di energia e il fabbisogno agricolo.
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