Cuore, all’ospedale Papa Giovanni il primo impianto del defibrillatore più piccolo al mondo
L’INTERVENTO. All’ospedale di Bergamo eseguiti nella giornata di lunedì 30 marzo i primi due interventi in Italia con il nuovo elettrocatetere miniaturizzato per prevenire la morte cardiaca improvvisa.
Bergamo
All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati eseguiti i primi due interventi in Italia – tra i primi al mondo – con il più piccolo elettrocatetere transvenoso da defibrillazione oggi disponibile. Il dispositivo, autorizzato di recente in Europa, è stato impiantato su due giovani adulti ad alto rischio di aritmie.
Cosa è la morte cardiaca improvvisa e perché è così pericolosa
Una condizione che può causare il decesso in pochi minuti: in Europa 400mila casi l’anno. La morte cardiaca improvvisa è causata nella maggior parte dei casi da aritmie ventricolari e può portare alla morte in 5-10 minuti senza intervento. Rappresenta circa il 50% dei decessi cardiovascolari, con una sopravvivenza inferiore al 10% senza defibrillazione tempestiva.
Il nuovo elettrocatetere: più piccolo, più sicuro, più efficace
Il nuovo dispositivo, dal diametro di soli 1,5 millimetri, consente di ridurre le complicanze rispetto ai modelli tradizionali. Monitora continuamente il ritmo cardiaco ed è in grado di intervenire con uno shock salvavita in caso di aritmie pericolose.
Bergamo tra i centri leader nella ricerca cardiologica
Il Papa Giovanni XXIII è stato l’unico centro italiano coinvolto nello studio clinico internazionale Leadr, che ha portato alla marcatura CE nel 2026. «Questa tecnologia consente trattamenti sempre più personalizzati», spiega Paolo De Filippo, direttore dell’Elettrofisiologia. Il dispositivo è inoltre già approvato negli Stati Uniti anche per pazienti pediatrici dai 12 anni, aprendo nuove prospettive di cura anche per i più giovani.
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