Documenti contraffatti e venduti online. Polizia locale di Bergamo, il laboratorio ne scova 465

SICUREZZA. Aperto nel 2018 da Mario Dino, a cui è intitolato, è al servizio di tutte le forze dell’ordine. Già 15mila i reperti analizzati: le irregolarità non sfuggono a personale e strumenti all’avanguardia.

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Per evidenziarne l’importanza basterebbe anche soltanto un dato: dal 2018 a oggi il «Laboratorio di analisi documentale e rilievi scientifici» della polizia locale di Bergamo ha eseguito qualcosa come quindicimila analisi su reperti per conto del personale della stessa polizia locale cittadina, ma anche per conto delle altre forze dell’ordine, sia nel territorio bergamasco, sia fuori provincia. Oggi il laboratorio di via Coghetti è intitolato al vice commissario Mario Dino, mancato nel 2024. Fu lui a fondarlo e ad aprirgli la strada per la realtà che è oggi: una storia fatta di rigore scientifico, intuizione investigativa e continua evoluzione tecnologica.

Tre aspetti fondamentali per una realtà che deve necessariamente stare al passo con i tempi e far fronte a una tipologia di reato, il cosiddetto falso documentale, che muta costantemente, con i «falsari», per chiamarli all’antica, in realtà sempre più moderni e aggiornati. L’eredità e il testimone del fondatore sono oggi saldamente portati avanti dall’assistente scelto Daniele Micheli, che è il responsabile del laboratorio, affiancato dalla sovrintendente Claudia Gervasoni: sono loro due a guidare il team del «Lad», com’è chiamato in gergo il «Laboratorio di analisi documentale» nelle complesse attività quotidiane di analisi forense e di supporto operativo ai colleghi del comando e appunto alle altre forze dell’ordine.

Laboratorio di eccellenza

Questo laboratorio è innegabilmente una eccellenza per Bergamo, oltre a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la sicurezza stradale, l’analisi forense e il contrasto ai reati d’identità. Il team del «Lad» mette ogni giorno le proprie competenze scientifiche e informatiche al servizio di tutte le forze dell’ordine, redigendo – dal 2018 – 602 relazioni tecniche per l’autorità giudiziaria e accertando la falsità di 465 reperti.

Nel 2018 fu proprio l’intuizione del vice commissario Mario Dino, unita alla sua passione, a forgiare il futuro laboratorio e a gettarne le basi per la realtà che è oggi: dopo aver frequentato numerosi corsi specialistici dedicati alle tecniche di stampa, ai sistemi di sicurezza, alla grafologia e alla fisica della luce, il vice commissario Dino registrò la mancanza sul territorio provinciale di un «Ufficio falsi» che potesse fare da punto di riferimento corale per tutte le forze di polizia.

Fu così che trasformò un’attività d’indagine empirica in una disciplina scientifica e peritale ben presto riconosciuta a livello nazionale: un percorso d’eccellenza che oggi vede il laboratorio intitolato alla sua memoria custodirne l’eredità tecnica e umana. Ma in cosa consiste, nella pratica, l’attività di questo laboratorio? Principalmente gli operatori si occupano di esaminare documenti fisici e digitali attraverso analisi di tipo ripetibile e non distruttivo, per stabilirne con certezza la genuinità o la falsità.

L’ampia gamma di reperti

Per far questo gli agenti specializzati analizzano quotidianamente un’ampia gamma di reperti, che comprende carte d’identità, passaporti, permessi di soggiorno, patenti di guida, visti, carte di circolazione, certificati di revisione, targhe automobilistiche, contrassegni per disabili, certificati anagrafici, atti di stato civile e banconote. Un lavoro che supporta direttamente le attività di sicurezza urbana, giudiziaria e stradale, contrastando l’immigrazione clandestina e i reati di sostituzione di persona, oltre a fornire alle pattuglie operative su strada consulenze rapide e analisi a distanza per un riscontro immediato in fase di controllo. In questi anni l’ufficio ha vissuto una costante implementazione tecnologica per l’analisi forense di «terzo livello», ovvero dotata di ottiche avanzate e fonti di luce a varie lunghezze d’onda.

Gli strumenti utilizzati

Dai primi strumenti base attivati nel 2018, la struttura è cresciuta con gli anni, dotandosi di un comparatore spettrale collegato a uno stereo microscopio, fino al salto di qualità compiuto con l’acquisizione di un comparatore video spettrale avanzato, apparecchiatura dagli elevatissimi standard qualitativi in grado di rivelare al micro-dettaglio ogni anomalia ottica o cromatico-tipografica.

Patenti false e formazione

E così, come detto, si è arrivati a 15mila analisi effettuate in meno di otto anni: significa, in media, cinque analisi ogni giorno, dalle più semplici, alle più complesse. Oggi gli specialisti del laboratorio della polizia locale devono avere una competenza multidisciplinare che consenta loro di smascherare anche le truffe più attuali e insidiose.

Tra queste, per esempio, le più recenti riguardano la vendita online di patenti false, promesse a cifre come 600 o 700 euro, con fantomatici inserimenti nei registri statali: una truffa che si infrange di fronte ai controlli scientifici e che espone chi acquista questi documenti su internet a sanzioni amministrative superiori ai cinquemila euro perché le forze dell’ordine possono contestare all’interessato la guida senza patente, il fermo del veicolo, la denuncia penale per uso di atto falso, fino ad arrivare al rischio di reclusione e alla totale perdita della copertura assicurativa in caso di incidente. In questo modo il lavoro del Laboratorio di analisi documentale garantisce la legalità e la tutela dei cittadini sia in sede giudiziaria sia lungo le strade del territorio, eliminando all’origine i pericoli derivanti dalla guida senza patente.

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