Due anni fa l’alluvione a Bergamo. «Fondi e nuove opere per ridurre il rischio»

IL BILANCIO. Comune e Comunità Bergamasca raccolsero oltre 950mila euro per sostenere cittadini e imprese. Rota: «Grande lavoro, ma le nostre risorse non bastano».

Lettura 3 min.

Un incubo fatto di acqua e fango. Due anni dopo la terribile alluvione la memoria torna a quel 9 settembre 2024 , quando le piogge torrenziali provocarono l’esondazione dei torrenti Morla e Tremana.

Da lì, il disastro: allagati strade, cortili, scantinati, garage, aziende e case. Danni per milioni di euro, ricordi di una vita persi per sempre. Le inondazioni misero in ginocchio i quartieri a nord della città, tra Valtesse e la zona stadio. Via Baioni, via Maironi da Ponte (dove ancora oggi si possono vedere i sacchi di sabbia posizionati dopo l’alluvione), via del Guerino: i residenti ancora trattengono il fiato quando arriva il maltempo.

I fondi erogati

Due anni in cui la solidarietà ha fatto certamente il suo. A partire dal Fondo di solidarietà aperto dal Comune e dalla Fondazione della Comunità Bergamasca, che ha superato i 950mila euro. Seguito dal bando per coprire le «spese di primissima necessità», redatto in modo congiunto da Palafrizzoni e Fondazione, per lo spurgo dei fanghi e l’aspirazione delle acque, la pulizia dei locali, il ripristino della fornitura elettrica. Il bilancio? Su 182 domande per 734.830,20 euro, ne sono state ammesse 159 (il 79%). Il resto delle donazioni, con l’accordo dei benefattori, è stato destinato alla manutenzione straordinaria per il recupero del campo sportivo della parrocchia di Valtesse.

Ci sono poi i fondi stanziati nel 2025 dal Comune, 400mila euro per la manutenzione straordinaria del reticolo idrico e 350mila euro per quella ordinaria. Ancora, 250mila euro per gli oneri legati alla sistemazione idraulica della Valle d’Astino e di altri bacini imbriferi. E per il 2026-2027 sono previsti 450mila euro l’anno per la manutenzione dei reticoli. Il Comune, durante l’emergenza, affrontò una spesa complessiva di 698mila euro — dalla rimozione di detriti e materiale vegetale allo smaltimento dei rifiuti, dalla pulizia di strade e caditoie alla sistemazione dei tratti più danneggiati del reticolo idrico —, cifra poi rimborsata dalla Regione per 607mila euro.

Gli interventi

E poi ci sono le opere realizzate, in corso o in fase di progettazione. Ne parla l’assessore ai Lavori pubblici, Ferruccio Rota. «Già ultimata la vasca di laminazione interrata in largo Barozzi, per proteggere dalle esondazioni l’area intorno all’Accademia della Guardia di Finanza: il collaudo è atteso entro fine settembre, per un investimento di 3,9 milioni con finanziamento ministeriale ex Pnrr.»

In dirittura i lavori allo scolmatore del Tremana, in viale Giulio Cesare , «che sarà pronto entro l’autunno. Un’opera da 4,2 milioni, cofinanziati al 50% dalla Regione». Entro la fine dell’anno «procederemo con l’appalto della seconda vasca di laminazione della Valle d’Astino. I lavori dovrebbero cominciare nel 2027, con un investimento stimato in 4,67 milioni». In corso di progettazione (il progetto sarà pronto entro l’anno) la terza vasca di Astino, da circa 8 milioni. E a completare il quadro nella valle, un pacchetto di interventi di riordino del reticolo idrico per un investimento di circa 860mila euro.

Il nodo risorse

Una nuova galleria scolmatrice è prevista nella Valletta di Maironi da Ponte, per proteggere via Roccolino, via Valverde e via Maironi da Ponte. «Il progetto di fattibilità, per circa 3,5 milioni, è stato approvato in attesa di coperture finanziarie», dice Rota. Stesso discorso per la vasca nella Valletta della Delizia per proteggere via Goisis, via Guanella e via Marzanica: il progetto di fattibilità c’è, mancano i 2,2 milioni necessari.

E a monte del ponte di via Maironi è allo studio la sistemazione delle sponde del Morla, finanziato dalla Regione con fondi ministeriali per l’emergenza e un investimento di 1,5 milioni. «Ci eravamo assunti l’impegno di progettare e realizzare opere per ridurre il rischio idraulico – conclude Rota –. È chiaro però che le nostre risorse non possono coprire tutti gli interventi». L’auspicio è che arrivino contributi «dalla Regione e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica».

Il fronte giudiziario

C’è infine il fronte giudiziario. A giugno, la consulenza tecnica disposta dal Tribunale ha riconosciuto, sul piano civile, le responsabilità di Comune e Teb per i danni al condominio F78 di via del Guerino. Tommaso Ghisalberti, il legale che assiste gli inquilini del civico 3, si dice «soddisfatto», perché è accertata «la responsabilità dei due soggetti coinvolti. Non è una sentenza, ma ritengo che possa essere pregnante in un eventuale giudizio». Palla ora ai residenti, che possono decidere se iniziare una causa contro Comune e Teb.

Sul fronte penale, l’inchiesta è ancora aperta dopo che il gip ha rigettato la richiesta di archiviazione della procura. Il consulente della procura ha terminato un’integrazione della consulenza, arrivando in sostanza alle stesse conclusioni di quella precedente, che attribuiva la causa dei danni all’eccezionalità delle piogge e non alla negligenza degli enti coinvolti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA