Esami di recupero al via, campanella in anticipo per 8.200 studenti

SCUOLA. Iniziano le prove per i promossi con un debito formativo. A Bergamo sono 3.500 i rimandati: dato in crescita in 8 istituti superiori su 16.

Lettura 3 min.

Calendario alla mano, l’avvio delle lezioni dell’anno scolastico 2026/2027 a Bergamo è fissato per il 14 settembre. In Bergamasca, per oltre 8mila studenti delle superiori promossi con un debito formativo (tecnicamente, si parla di «giudizio sospeso») la campanella suonerà però in anticipo per affrontare gli esami di recupero. Per alcuni, già lunedì 24 settembre. Complessivamente, sono circa 8.200 i ragazzi che torneranno sui banchi di scuola in questi giorni, di cui circa 3.500 in città: si tratta di poco meno del 20% dell’intera popolazione scolastica della scuola secondaria di secondo grado in provincia. I numeri sono quelli degli scrutini finali, che mostrano un lieve calo dei «rimandati» rispetto all’anno scorso (erano circa 8.300), complice anche l’aumento delle bocciature.

Complessivamente, sono circa 8.200 i ragazzi che torneranno sui banchi di scuola in questi giorni, di cui circa 3.500 in città

Una cifra comunque importante, che rivela le difficoltà che molti studenti, specie nei primi due anni del percorso delle superiori (che si tratti di un liceo, di un professionale o di un tecnico), incontrano sul loro cammino. E, dall’altra parte, anche uno sforzo da parte delle istituzioni scolastiche per non lasciare indietro e offrire una seconda opportunità attraverso, appunto, il giudizio sospeso.
Gli esami si concluderanno il 31 agosto, la data di chiusura ufficiale dell’anno scolastico 2025/2026.

Leggi anche
Leggi anche
Leggi anche

La situazione in città

Considerando i dati degli istituti cittadini, il quadro conferma le fragilità esistenti, specie nel passaggio tra le medie e le superiori: il ricorso alla sospensione del giudizio continua a essere significativo, ma parallelamente cresce il numero delle scuole in cui aumentano le non ammissioni, oltre la metà di quelle prese in esame. Per la precisione, in 7 istituti superiori su 16 è aumentata la percentuale dei promossi (Secco Suardo, Quarenghi, Vittorio Emanuele, Natta, Rigoni Stern, Lussana e Opera Sant’Alessandro), in 8 quella dei rimandati (Sarpi, Falcone, Mascheroni, Paleocapa, Mamoli, Quarenghi, Belotti e Galli) e in 9 degli studenti bocciati (Sarpi, Falcone, Lussana, Mascheroni, Secco Suardo, Paleocapa, Caniana, Pesenti e Belotti).

Andando nello specifico di alcune scuole, al Paleocapa i giudizi sospesi sono saliti dal 24% dell’anno scorso al 29%. Al linguistico Falcone si è ricorso a 184 sospensioni di giudizio su 1.233 studenti (il 14,9%, in lieve aumento rispetto al 14,6% dello scorso anno). In Città Alta, al classico Sarpi l’aumento è stato invece più evidente, dal 16 al 23%: in numeri, gli alunni rimandati sono stati 105 su 463. Mutato di poco il quadro allo scientifico Mascheroni: i sospesi sono saliti dal 13 al 15%. Rimandati in lieve aumento anche al Belotti, dal 18,4 al 19%, cioè circa 200 studenti. Sono invece scesi dal 18 al 10% all’istituto professionale Pesenti, anche se, parallelamente, qui le bocciature sono raddoppiate dal 7 al 15%.

Ancora, al liceo delle Scienze umane Secco Suardo sono 184 gli alunni rimandati, su una popolazione scolastica che conta 872 studenti, escluse le classi quinte. I giudizi sospesi, rispetto al 2024/2025, sono calati dal 23,5 al 21,1%. «Il dato – spiega la dirigente scolastica Manuela Nicosia – evidenzia, tuttavia, situazioni di diversa entità: 164 studenti presentano una o due insufficienze, mentre 20 studenti presentano tre insufficienze». In particolare, il maggior numero di sospensioni, aggiunge Nicosia, «si concentra in matematica e lingua e cultura latina, seguite da lingua e letteratura italiana, scienze umane e inglese».

«Ansia e scarsa preparazione»

«I numeri dei giudizi sospesi – dice Gloria Farisé, dirigente scolastica del Falcone – purtroppo non cambiano nonostante le iniziative messe in campo. Nello specifico, vediamo particolari lacune per quanto riguarda la matematica, nonostante i docenti siano inclusivi e collaborativi. Probabilmente, non siamo di fronte a una difficoltà di comprensione, ma a uno scarso interesse verso la materia. E l’interesse è la prima “molla” necessaria per imparare».

Dietro ai numeri dei rimandati, Farisé vede anche la presenza di una certa fragilità tra gli studenti. «Penso – spiega – che a pesare sia l’ansia da prestazione, che spesso viene dai genitori. Il registro elettronico, che sicuramente è uno strumento di trasparenza, è però un’arma a doppio taglio: i genitori, se un figlio prende un’insufficienza, può vederlo in tempio reale e spesso manda subito un messaggio al figlio. Questo – conclude – ha de-responsabilizzato gli studenti».

«Gli studenti che arrivano hanno buona volontà, interesse, passione e anche buoni voti alle medie, ma sempre più spesso la loro preparazione non corrisponde alle aspettative»

Dal Sarpi, il collega Claudio Ghilardi (che a partire dal 1° settembre prenderà proprio il posto di Farisé, che andrà in pensione) punta la lente d’ingrandimento su orientamento e preparazione. «Purtroppo – osserva – il salto dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado è sempre più grande. Gli studenti che arrivano hanno buona volontà, interesse, passione e anche buoni voti alle medie, ma sempre più spesso la loro preparazione non corrisponde alle aspettative. In particolare, al Classico vediamo lacune in grammatica e analisi logica». Questo, prosegue Ghilardi, che è anche presidente provinciale dell’Associazione nazionale presidi «nonostante si facciano progetti di accoglienza e orientamento per i nuovi studenti. Avevo anche proposto, per i primi tre mesi, di aggiungere ore in più alla settimana per superare le carenze formative, che poi si trasformano in difficoltà e sfociano in un cambio di indirizzo, una sospensione o una bocciatura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA