Ex Diurno a Bergamo, la trattativa accelera: «Mix di ristorazione e intrattenimento, si punta a riaprire a settembre»

L’INDISCREZIONE. Il locale ipogeo è chiuso da un anno, dopo la disdetta del precedente gestore. La proprietà: «Crediamo nel progetto. C’è convergenza con un gruppo di operatori lombardi e confidiamo di trovare la quadra a breve».

L’obiettivo è quello di riaprire i battenti «a settembre», dopo «un’estate di lavori destinati a ridisegnare layout e funzioni del locale». Potrebbe arrivare «nelle prossime settimane» la svolta tanto attesa per l’ex Diurno, sotto piazza Dante, nel cuore del centro piacentiniano.

Le porte del locale ipogeo sono chiuse dalla primavera del 2025, mentre il «braccio di ferro» tra la proprietà - il tandem imprenditoriale Cividini-Previtali - e l’ormai ex gestore - che aveva disdetto anticipatamente il contratto - ha preso la strada del tribunale. Ora però qualcosa si sta muovendo per dare nuova vita all’ex rifugio antiaereo.

La trattativa avanza

La proprietà starebbe infatti chiudendo una trattativa con un gruppo di operatori lombardi attivi nel mondo della ristorazione e dell’intrattenimento. E tra i soggetti coinvolti ci sarebbero anche imprenditori bergamaschi. Il riserbo da parte della proprietà è massimo, ma la speranza condivisa è quella di poter trovare la quadra al più presto.

«Abbiamo ricevuto l’interesse di più soggetti e sono stati fatti rating e valutazioni approfondite – spiega Alberto Previtali a nome della proprietà –. Ora c’è una trattativa in corso e speriamo a breve di poter dare una bella notizia alla città. L’idea sarebbe quella di sfruttare i mesi estivi per intervenire sugli spazi, con la speranza di riaprire a settembre con questa formula costruita attorno a una “miscela giusta” di ristorazione e intrattenimento».

«Formula costruita attorno a una “miscela giusta” di ristorazione e intrattenimento»

Il progetto resta ambizioso. L’ex Diurno era nato per diventare uno spazio polifunzionale capace di unire food, intrattenimento ed eventi in una delle zone più strategiche di Bergamo. «Il progetto era valido, ma è stato gestito nel peggior modo possibile – osserva Previtali –. Noi continuiamo a credere nelle sue potenzialità e abbiamo trovato una convergenza con nuovi possibili conduttori, un gruppo di operatori lombardi. Gli attori cambiano e speriamo cambi anche la marcia».

«Vogliamo accelerare i tempi»

Dietro le quinte, c’è il complesso fronte giudiziario. «Abbiamo acquistato direttamente tutti i beni collegati all’iter fallimentare, così da non dipendere più dai tempi del tribunale - conclude Previtali -. Abbiamo pagato tutto e ci siamo accollati ogni passaggio necessario proprio per accelerare i tempi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA