Ex Fermi, nel palazzo storico case di lusso targate Agostini

IL CANTIERE. L’edificio all’angolo tra via Masone e via Albini che ospitava il Centro Studi è stato acquistato dal campione di motociclismo: «Riqualificazione nel 2027, non lo snaturerà».

Chi conosce bene la città sa che dietro quei muri affacciati tra via Masone e via Albini si nasconde un pezzo importante della Bergamo del primo Novecento: l’ex sede del Centro Studi Enrico Fermi, un edificio elegante, vincolato, carico di storia. Il tempo, però, non è stato clemente. L’assenza di una funzione e la mancanza di interventi hanno trasformato quel luogo in una presenza muta, sempre più esposta al rischio di degrado.

L’edificio, appartenuto al conte Palma Camozzi e tutelato dalla Sovrintendenza, è stato acquistato da Giacomo Agostini, icona assoluta del motociclismo mondiale

Oggi quella storia sembra pronta ad aprire un nuovo capitolo. A cambiare le sorti dell’immobile è stato l’ingresso di un nuovo proprietario deciso a investire non solo risorse, ma anche una visione precisa. L’edificio, appartenuto al conte Palma Camozzi e tutelato dalla Sovrintendenza, è stato acquistato da Giacomo Agostini, icona assoluta del motociclismo mondiale, che ha scelto di puntare su questo angolo della città insieme al figlio Piergiacomo. «Da tempo ne parlavamo – spiega Agostini – perché per un bergamasco è davvero un dispiacere vedere uno spazio così centrale lasciato andare. L’idea è sempre stata quella di recuperarlo, senza snaturarlo, mantenendone la bellezza».

Un’operazione tuttaltro che marginale anche sotto il profilo economico. «L’acquisto ha superato i due milioni di euro. È stata una trattativa lunga, seguita con attenzione», racconta. La riservatezza resta massima sui dettagli dell’accordo, seguito dall’agenzia Royal, ma il valore attribuito all’immobile riflette la sua posizione, il pregio architettonico e le possibilità offerte dal progetto di riqualificazione. Il piano, depositato in Comune nelle scorse settimane, prevede un restauro conservativo che mira a preservare l’identità originaria dell’edificio, integrando al tempo stesso soluzioni contemporanee.

All’interno troveranno spazio tre-cinque unità abitative, dotate di box privati, così da alleggerire la pressione delle auto sulla strada. Gli appartamenti saranno realizzati in classe energetica A, con particolare attenzione a efficienza, sostenibilità e innovazione tecnologica. «Manterrà il suo sapore antico», sottolinea Agostini. I tempi saranno necessariamente lunghi. «Siamo in attesa dei permessi – aggiunge – e appena arriveranno partiremo. Ma sarà un lavoro delicato, da fare bene: difficilmente tutto sarà concluso prima della fine del 2027».

I precedenti investimenti

L’intervento si inserisce in un percorso già avviato dal campione sul territorio bergamasco. Tra gli altri investimenti figura anche l’acquisto di una cascina del 1700 in via Quintino Basso, segno di una strategia orientata al recupero del patrimonio storico e al suo ritorno a una funzione viva e contemporanea. Un’operazione che trova il favore dell’amministrazione comunale. «Interventi privati come questo – commenta l’assessore alla Rigenerazione urbana Francesco Valesini – sono fondamentali per affrontare e prevenire situazioni di degrado, pur in un contesto di pregio. Non tutto può passare dall’azione pubblica: il contributo dell’edilizia privata è decisivo. In un’area già interessata da importanti trasformazioni, dal recupero della Caserma Montelungo ad altri progetti, l’ex Fermi rappresentava l’ultimo tassello rimasto in sospeso. Ora anche questo spazio è pronto a tornare parte attiva della città».

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