Fentanyl, negli ospedali bergamaschi: vigilanza rafforzata per prevenire i furti

IL FENOMENO. Dopo la sottrazione di fiale a Roma, la Regione invita ad aumentare i controlli. È 50 volte più potente dell’eroina. Campana: «Allerta corretta, ma qui non c’è emergenza».

Lettura 2 min.

Una vigilanza più ferrea, controlli più puntuali. Da Roma, l’allerta sul fentanyl è arrivata anche in Lombardia e a Bergamo. Dopo la sottrazione di 80 fiale dell’oppioide sintetico – utilizzato come anestetico e nella terapia del dolore, ma anche spacciato illecitamente come stupefacente – in un ospedale della capitale, il sistema sanitario ha dato un’ulteriore stretta per prevenire nuove criticità. Nei giorni scorsi Regione Lombardia ha inoltrato alle Ats, alle Asst, a medici e farmacisti la nuova circolare del ministero della Salute, specificando che «in caso di furti sia di fentanyl sia di altri medicinali, non solo stupefacenti, deve essere informata tempestivamente la Direzione generale Welfare e fatta immediatamente denuncia alle autorità competenti e alle forze dell’ordine». Inoltre, è stata data indicazione di «informare tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie di competenza rafforzando le attività di vigilanza sulla corretta tenuta e conservazione dei medicinali stupefacenti».

Il potente farmaco

Concretamente, i farmaci che contengono principi attivi stupefacenti e psicotropi «devono essere custoditi in armadio chiuso a chiave, separati da altre sostanze», mentre la «giacenza fisica del farmaco», ossia l’effettiva quantità di farmaco presente in una sede, «deve corrispondere alla giacenza teorica», cioè alla rimanenza riportata sull’apposito registro che regola l’«entrata» e l’«uscita» di questi medicinali. Per evitare che troppe persone ne abbiano accesso, «sarebbe opportuno – si legge nel documento – che il responsabile unico del controllo giacenze e stoccaggio fosse lo stesso che detiene le chiavi».

Le precauzioni sono state irrobustite anche sul nostro territorio. Ad esempio, dall’Asst Papa Giovanni spiegano che la Farmacia ospedaliera «ha pianificato verifiche aggiuntive, rispetto a quelle ordinarie, nei reparti sulla giacenza delle scorte di fentanyl», appunto dando seguito alle disposizioni previste dal «piano nazionale» e da quelle della Dg Welfare lombarda.

Non c’è emergenza

Ma allo stato attuale, il fentanyl «gira» davvero come droga anche in Bergamasca? «Attualmente non c’è un’emergenza – osserva Maurizio Campana, direttore del Servizio Dipendenze dell’Asst Bergamo Est -. L’utilizzo che riscontriamo è legato principalmente a una dipendenza secondaria da prescrizione medica: si tratta di persone che hanno assunto il fentanyl per reali motivi di salute, ma a causa di un mancato controllo terapeutico si è giunti a una situazione problematica». Di fronte ai rischi elevatissimi di questa sostanza (circa 50 volte più potente dell’eroina), è però necessario drizzare le antenne: «L’allerta è corretta – rimarca Campana -. La Regione ha ampliato non solo le misure di sicurezza, ma anche la formazione, in modo tale che tutti i servizi sanitari possano essere pronti in caso di eventuale emergenza».

Resta peraltro un alone di mistero sulla reale portata del «colpo» avvenuto a Roma: se in un primo momento è circolata l’ipotesi che da quelle 80 fiale si potessero ricavare sino a 20mila dosi da immettere sul mercato della droga, secondo più fonti tale conteggio apparirebbe sovrastimato. Una fiala standard del preparato contiene 2 millilitri di prodotto con 100 microgrammi di principio attivo: dunque, da 80 fiale deriverebbero in tutto 8 milligrammi di principio attivo. In 20mila dosi, il principio attivo medio sarebbe di 0,0004 milligrammi per ciascuna, cioè molto «diluito»; per una overdose letale ne occorrono invece 2-3 milligrammi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA